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Dalla strage dei giovani al fronte al tricolore consegnato agli studenti: celebrata l’Unità nazionale fotogallery

In piazza della Vittoria a Campobasso il clou delle manifestazioni Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze Armate istituita per ricordare la fine della prima guerra mondiale. Oltre ai rappresentanti delle autorità civili e militari, alcune decine di cittadini e le classi II B e V F dell'istituto comprensivo Petrone che hanno ricevuto il tricolore. La Regione: "E' stata la 'guerra degli ultimi'". L'insegnamento agli alunni: "Senza memoria storica si perde la propria identità culturale e civile". 

Dai giovani di ieri a quelli di oggi. Da coloro che poco più di 100 anni fa persero la vita al fronte agli alunni dell’istituto comprensivo ‘Igino Petrone’ di Campobasso che hanno ricevuto il tricolore al termine della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate istituita per ricordare la fine della prima guerra mondiale. Il 3 novembre 1918 l’esercito austro-ungarico firmò l’armistizio. Il giorno successivo, 4 novembre, entrò in vigore il cessate il fuoco, che pose fine alle operazioni belliche.

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Finiva la “guerra degli ultimi”, come l’ha definita il governatore Donato Toma nel discorso letto dall’assessore regionale Vincenzo Niro davanti alle autorità civili e militari che, dopo il corteo partito in piazza Pepe, si sono ritrovati in piazza della Vittoria. Davanti al monumento ai caduti il clou delle celebrazioni alla presenza delle massime autorità civili e militari e dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche. C’era anche qualche decina di cittadini (soprattutto anziani) convinti dell’importanza dei valori affermati con la Grande Guerra, che provocò la morte di oltre dieci milioni di soldati e un numero altissimo – rimasto imprecisato – di caduti civili.

L’alzabandiera, la deposizione della corona di alloro per omaggiare i soldati morti al fronte, la lettura della preghiera del combattente: questi i momenti clou della manifestazione.

Anche il presidente Sergio Mattarella, nel suo messaggio (letto in piazza della Vittoria), ha ricordato il sacrificio di coloro mandati al fronte per combattere una guerra cruenta: “Nel buio delle trincee, nel fango, al gelo, micidiali e sempre più perfezionati armamenti, uniti alla fame e a terribili epidemie, mietevano ogni giorno migliaia e migliaia di vittime, specialmente tra i più giovani. Tra i soldati italiani uno su dieci perì in battaglia o negli ospedali”.

E “non si contarono i mutilati, gli invalidi, i dispersi, i prigionieri. Uomini di ogni età, provenienti da ogni parte d’Italia, di differente estrazione sociale e livello culturale, si trovarono – per volontaria decisione o per obbedienza – uniti nelle trincee, nei terribili assalti, nelle retrovie, sotto le minacce dei bombardamenti, dei gas, dei cecchini”.

La strage dei soldati italiani è stata ricordata anche dai rappresentanti della Regione Molise: dalla nostra terra partirono contadini che non conoscevano nulla dell’attività militare. “Giovani italiani furono “tradotti” al fronte senza il minimo addestramento militare e male equipaggiati.  La maggior parte di essi lasciò il lavoro dei campi per trovarsi nelle trincee e nei camminamenti senza sapere, esattamente, per chi e per cosa combattesse. Erano analfabeti e non riuscivano neppure a comunicare tra loro, divisi da vernacoli incomprensibili. Il nostro pensiero deve essere rivolto principalmente a loro. Se oggi abbiamo un’Italia unita, lo dobbiamo anche alla loro abnegazione”.

“Un conflitto che mise a dura prova non solo il nostro esercito ma l’intera popolazione del nostro paese che patì sofferenze inenarrabili vissute in stretta simbiosi con i propri soldati, con i propri figli, fratelli e mariti chiamati a dare la propria vita per l’indipendenza dell’Italia”, le parole del sindaco di Campobasso Roberto Gravina.

“Rendere omaggio a quei soldati e a quelli che in ogni altra epoca hanno dato la propria vita per poterci permettere di costruire un’Italia libera e democratica è un atto di giustizia che va coltivato con orgoglio per condividere la memoria personale e collettiva della storia della nostra nazione con le nuove generazioni”.

E proprio le nuove generazioni oggi sono state protagoniste: la II B e la V F dell’istituto comprensivo Petrone hanno ricevuto il tricolore. “Con gli alunni abbiamo parlato dei valori dell’unità nazionale e della democrazia. E con questa giornata rendiamo omaggio e riconoscenza per coloro che hanno versato il sangue in nome dell’unità e della democrazia che sono ala base della Repubblica italiana”, ha spiegato la professore Desiderata Donzetti. “Per i nostri ragazzi è importante ricordare questi avvenimenti: senza memoria storica si perde ciò che di più importante esiste, si perde la propria identità culturale e civile“.