Consiglio regionale, la maggioranza ammette di non averci capito nulla e vota un ordine del giorno surreale

Follia in Consiglio regionale: dopo ore di dibattito, non viene data nessuna risposta ai dipendenti delle Comunità montane che dal 31 dicembre saranno licenziati e ai precari della Protezione civile. Nessun chiarimento anche sulle presunte irregolarità dei concorsi per le nuove assunzioni in Regione. Pd e M5S: "Un atto vuoto, fumo negli occhi dei cittadini"

Poco dopo le 21.30 si conclude probabilmente la riunione più surreale della legislatura targata Donato Toma. Al termine di un dibattito fiume, sostanzialmente sterile e nel quale non si riescono a chiarire le ombre sui concorsi per assumere in Regione, la maggioranza propone un ordine del giorno che impegna il presidente ad inviare il resoconto dell’assise al capo del Dipartimento Terzo per verificare “eventuali anomalie ed apportare correzioni alle procedure concorsuali”.

Tutto qui. La montagna insomma partorisce il topolino, nonostante le polemiche e i sospetti sui bandi di gara per scegliere 28 persone tra diplomati e laureati. Sospetti di irregolarità che vengono ribaditi e rilanciati durante la discussione.

Non solo. Le opposizioni avrebbero voluto affrontare un dibattito più ampio dedicato ai problemi del lavoro, con un focus dedicato in particolare ai 47 dipendenti delle Comunità Montane che dal 31 dicembre saranno licenziati e ai precari della Protezione civile. Tutte le mozioni di Pd e M5S vengono bocciate.

Alle minoranze il capo della Giunta regionale risponde secco: “E’ facile speculare sulle aspettative dei lavoratori e che temono di perdere il posto di lavoro”. Poi apre il fuoco pure nei confronti del governatore Michele Iorio: “E’ da oltre 20 anni che in questa Regione non si fanno concorsi, prima si preferiva affidarsi a società esterne”. E aggiunge: “I giovani molisani hanno diritto a partecipare ad un concorso pubblico senza pensare che sia tutto prestabilito o che ci siano preferenze”.

Il presidente esplicita l’intenzione di andare avanti con i concorsi chiarendo al tempo stesso che “la legge Madia non è completamente applicabile per i precari della Regione Molise, contrariamente a quanto avviene all’Asrem. Noi vogliamo rinnovare la pubblica amministrazione, abbiamo bisogno di giovani laureati e giovani diplomati”.

Toma spegne poi le speranze per i lavoratori delle Comunità montane: “Non possibile stabilizzarli perchè sono dipendenti a tempo indeterminato, né possono prevedersi percorsi di mobilità collettiva”. Invece sui bandi per i dirigenti “ho chiesto alla struttura regionale di rivedere le cose”. 

Infine sul tavolo del Consiglio regionale vengono presentati due ordini del giorno. Uno è proposto da Micaela Fanelli che chiede di “prendere immediatamente i provvedimenti necessari a sospendere il concorso” per assumere 28 dipendenti tra laureati e diplomati. Oltre al Pd e al M5S, quest’ultimo documento viene firmato pure da Iorio e Romagnuolo che poi ritireranno la firma.

“Non deliberare nulla è un fatto gravissimo”, dice Iorio. “Se usciamo senza una decisione, perdiamo una grande occasione”, insiste Fanelli. L’ordine del giorno di cui è prima firmataria non viene nemmeno iscritto. Poi incalza: “Non possiamo votare un atto vuoto”. D’accordo con lei i colleghi pentastellati. “Questo atto serve solo a buttare fumo negli occhi dei cittadini”, tuona Greco.

Alla fine mancano i numeri e neppure la maggioranza riesce a iscrivere il proprio ordine del giorno.