Comitati, medici e sindaci chiedono impegno di Toma per modifica del Decreto Balduzzi. Intanto si organizza protesta sotto il Ministero

Dopo il presidio sotto la Regione, al quale erano presenti poche decine di persone, Emilio Izzo e Andrea Di Paolo sono stati ricevuti dal Governatore, che ha garantito una apertura per la modifica del Balduzzi “ma solo se potrò essere commissario alla sanità, altrimenti ho le mani legate”. Strappata promessa di incontro a breve anche con la commissaria Asrem Scafarto. Intanto a Termoli, al San Timoteo, i direttori dei reparti ospedalieri preparano la loro battaglia per l’ospedale e valutano un documento, mentre i sindaci si impegnano a mettere il Governatore alle strette per la modifica alla legge che penalizza gli ospedali periferici.

Una buona notizia, per i Comitati che hanno promosso un presidio a faore della sanità pubblica andato in scena questa mattina con una risicata partecipazione di popolo, c’è. Dopo due ore di striscioni e contestazioni, Emilio Izzo e Andrea Di Paolo (rispettivamente per il Comitato In Seno al Problema e per il Soa) sono stati ricevuti dal Governatore Donato Toma, che ha garantito una apertura per la modifica del Balduzzi “ma solo se potrò essere commissario alla sanità, altrimenti ho le mani legate”. Sottoposte al presidente della Giunta Regionale anche le questioni più “calde” del momento: senologia tolta dal Veneziale di Isernia, la chiusura del Punto nascite di Termoli, il drastico ridimensionamento del Vietri di larino.

Strappata anche la promessa di un incontro a breve con la neo commissaria Asrem Virginia Scafarto. “Ci ha fatto sapere che è disponibile a incontrarci in tempi stretti” spiega Izzo, aggiungendo che la vera scommessa dei Comitati e delle associazioni ora si sposta sulla manifestazione di Roma, quando il Molise alzerà cartelli e scandirà slogan sotto la sede del Ministero della salute. “Chiameremo a raccolta il popolo molisano per la grande manifestazione di piazza a Roma. Ma non sono preoccupato dai numeri della partecipazione oggi: era un presidio, e la gente è stanca delle bugie della politica”.

 

“Le rivoluzioni non partono mai dal popolo, ma alla fine il popolo segue i promotori”: la sintesi di Emilio Izzo, portavoce del Comitato In Seno al Problema, apre alla speranza che alla manifestazione di piazza in programma a Roma sotto la sede del Ministero alla Salute partecipino tanti molisani. Una data per il corteo Molise, che rivendicherà nella Capitale il diritto costituzionale alle cure, compromesso dai trasferimenti di servizi sanitari fuori regione e dal massacro degli ospedali periferici, non c’è ancora. Ma dovrebbe essere imminente. Emilio Izzo è fiducioso che la mobilitazione attesa alla fine si concretizzerà. Seppure consapevole che un cambio di rotta, ammesso che sia possibile a questo punto delle cose, dipenda in larghissima parte dalla volontà politica.

E’ la politica regionale infatti a dover insistere, nelle sedi istituzionali romane, per una modifica del decreto Balduzzi, “responsabile” della reazione a catena che sta facendo scoppiare uno a uno i principali servizi ospedalieri.

Di questo si è discusso questa mattina a Termoli, dove hanno fatto il punto della situazione i dirigenti medici dell’ospedale San Timoteo nell’incontro avuto con Francesco Roberti e Roberto Di Pardo, rispettivamente sindaci di Termoli e Petacciato.

La discussione è stata ampia e articolata, e si è discusso sia delle possibili azioni da intraprendere a livello politico, che del ruolo dei medici in una battaglia che deve essere comune, senza defezioni.

I medici hanno mostrato la loro disponibilità a sedersi attorno a un tavolo e a fare il possibile per spingere la Regione a sbloccare finalmente i concorsi che sono bloccati da tempo. La prima emergenza da risolvere, al di là del Piano operativo sanitario, resta quella della carenza di personale e soprattutto di medici, ginecologi e ortopedici in primis, nel nosocomio termolese.

I dirigenti hanno inoltre ipotizzato di stilare una sorta di Piano relativo solo alle necessità e ai bisogni che il San Timoteo reclama da tempo, un piano che andrebbe poi presentato all’Asrem. Al momento la decisione è stata quella di rivedersi a breve termine.

I sindaci intanto hanno fatto capire di voler riportare la battaglia sul piano politico, come era stato già per la questione del Punto Nascite. A breve si riuniranno nuovamente le fasce tricolore del Basso Molise che nella scorsa estate si batterono per il reparto dove nascono i bambini, e non è da escludere che anche in questa occasione si proceda alle vie giudiziarie, reputando la chiusura dei reparti ventilata dalle prime indiscrezioni del Pos come interruzione di pubblico servizio.

In attesa di conoscere nel dettaglio il Piano operativo sanitario, i sindaci hanno intenzione di chiedere al presidente Donato Toma di forzare la mano e domandare una deroga al Decreto Balduzzi. Pur stigmatizzando la mancata partecipazione dell’allora presidente e commissario alla Sanità Paolo Frattura alla conferenza Stato-Regioni del 2015, che approvò una deroga per la Basilicata ignorando il Molise assente, adesso l’intenzione è porre rimedio. Per farlo c’è bisogno che sia la Regione, e non il commissario alla Sanità, a far sentire la voce del Molise. Senza, ogni ipotesi di modifica del Piano Sanitario sarebbe utopia, e lo smantellamento degli ospedali della regione una realtà a breve termine.