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Chi in carcere lavora non delinque più: Molise in testa per occupazione dei detenuti

Col 51,2 per cento dei detenuti che lavorano per l’amministrazione carceraria o aziende esterne, la nostra regione è prima in Italia per reinserimento lavorativo di chi sconta una pena, in linea con le medie dei Paesi europei più avanzati

Sono fra le più affollate d’Italia, con ben 130 detenuti oltre il consentito. Ma un pregio le carceri molisane ce l’hanno: in percentuale, sono le miglior di tutta la nazione per occupazione dei reclusi. Oltre il 50 per cento di chi sconta una pena fra i tre penitenziari di Campobasso, Larino e Isernia ha infatti un lavoro, che sia all’interno dell’amministrazione carceraria o per ditte esterne.

Lo rivela il Dataroom di lunedì 4 novembre, l’appuntamento settimanale curato per il Corriere della Sera e La7 da Milena Gabanelli e Simona Ravizza.

Un approfondimento accurato su quanti detenuti lavorano in Italia, coi dati regione per regione e la comparazione coi Paesi europei più avanzati, quali ad esempio Francia e Germania, dove la percentuale è rispettivamente del 50 e 65 per cento.

Due i pregi fondamentali del dare occupazione a chi sconta una pena in carcere: il primo è il fattore della riabilitazione del detenuto che tramite il reinserimento lavorativo ottiene i suoi frutti. Basti pensare che “il 68,4% di chi non ha svolto nessuna attività torna a delinquere, il tasso si riduce all’1% per chi è stato inserito in un circuito produttivo” scrivono Gabanelli e Ravizza.

E poi perché il sistema penitenziario pesa sul bilancio dello Stato per 2,9 miliardi l’anno mentre i condannati in via definitiva sono 41.103, e tutti devono pagare le spese di giustizia e del loro mantenimento in carcere, sebbene solo più del 2% lo faccia. Farli lavorare, con una retribuzione che è obbligatoria (altrimenti sarebbero lavori forzati) serve quindi allo Stato anche per farsi ‘restituire’ quei soldi che altrimenti non rientrano.

Il Molise, tuttavia, è esempio virtuoso. Il Dataroom, basandosi sui dati del Dipartimento di amministrazione penitenziaria aggiornati al 31 dicembre 2018, stima in 198 i detenuti che in Molise lavorano, dei quali 183 per l’amministrazione carceraria e 15 per ditte esterne. Sorprendente che il 51,2% del Molise sia nettamente la cifra migliore, davanti alla Sardegna col 42,6%. Fanalino di coda la Campania col 22,8%. La media nazionale si attesta al 29% circa.

A lezione di pizza in carcere

Che lavori fanno i detenuti? Addetti alle pulizie e alla cucina, manutentori del fabbricato, lavanderia, spesa, cuochi e aiuto cuochi, ma anche piantoni, scopini e scrivani.  In Molise si dividono fra compiti di sala e cucina, come cuochi e camerieri, o altri da artigiani, in falegnameria o nel giardinaggio.

L’approfondimento non lo specifica, ma è molto probabile che quel dato così positivo sia legato alle attività di riabilitazione e reinserimento lavorativo che da anni viene portato avanti dalla direzione della Casa circondariale di Larino, grazie alla lungimiranza della storica direttrice Rosa La Ginestra.