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Caso Nicosia, la deputata Occhionero ascoltata dalla procura di Palermo come testimone

E’ arrivata attorno alle 16 al palazzo di giustizia, accompagnata dall'avvocato Giovanni Bruno che ha precisato: “Sono qui perché amico, Giusy non è indagata e quindi non ha bisogno di un legale”. Al centro dell’audizione i rapporti con Antonello Nicosia, il collaboratore parlamentare arrestato per mafia

Qualche minuto dopo le 16 ha varcato la soglia del Palazzo di giustizia di Palermo.

L’onorevole Giuseppina Occhionero, ex Leu, è stata ascoltata dai magistrati che lavorano all’inchiesta “Passepartout” e che ha portato all’arresto per associazione mafiosa del suo ex collaboratore Antonello Nicosia.

La deputata, oggi nelle fila di Italia Viva, è stata ascoltata in qualità di persona informata sui fatti dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Geri Ferrara e Francesca Dessì.

Al centro della sua audizione i rapporti con Nicosia ritenuto – secondo quanto emerge dall’informativa nelle mani della Procura di Palermo – l’anello di collegamento con i mafiosi detenuti vicini al superlatitante Matteo Messina Denaro.

Dalle risultanze investigative della Dda di Palermo, emerge che Nicosia proprio grazie a quell’incarico di collaboratore per i parlamentari riusciva ad accedere più agevolmente negli istituti penitenziari assieme ai deputati che, in virtù delle loro prerogative, possono farlo senza preavviso.

Ecco dunque che Nicosia avrebbe agito da “messaggero” dei boss verso l’esterno.

E’ inoltre accusato di essere stato in contatto con il boss di Sciacca, Accursio Dimino, anche lui tra i fermati, e con il latitante Matteo Messina Denaro definito dall’ex assistente parlamentare “primo ministro” proprio durante alcune intercettazioni con l’onorevole Occhionero che però si è detta disgustata dall’intera vicenda ed ovviamente estranea ad ogni azione e gesto di Nicosia. Presunto mafioso che conosceva le tecniche investigative e cercava di depistare eventuali controlli. Palesi i suoi movimenti al riguardo. “Ogni mese mi cambio la macchina apposta… possono solo impazzire” dice in alcune intercettazioni.

Nicosia – infatti – ha sempre utilizzato per i propri spostamenti autovetture diverse noleggiate e cambiate periodicamente, più o meno ogni quaranta giorni. Nel corso di un dialogo con Accursio Dimino – intercettato il 30 giugno 2018 – rivelava di essere ricorso a tale stratagemma per evitare l’installazione di microspie, dimostrando di conoscere molto bene modalità e tempi di attivazione delle intercettazioni.

E dice anche: “Io ogni mese mi cambio la macchina apposta, chissà si mettessero in testa di mettere cose, a momenti gliela vado a lasciare, ci vogliono quarantacinque giorni per l’autorizzazione e io gliela vado a lasciare prima. Già ne ho un’altra ordinata… No… impazziscono… possono solo impazzire, monta e smonta, monta e smonta che minchia mi interessa”.

Di quanto sapesse e di come conoscesse Nicosia, oggi l’onorevole Occhionero ha detto in Procura ribadendo ancora una volta di aver interrotto i rapporti con “quell’uomo quasi un anno fa perché mi ero accorta che quanto da lui dichiarato nelle referenze curriculari non rispondeva a realtà”.