Calcio violento, la replica del mister: “Ho dato un calcio all’arbitro, è vero, ma la verità è stata travisata”

La società del Calcio Montenero ha inviato una nota per dare la propria versione del fattaccio avvenuto durante una gara di calcio a 5 femminile contro il Mirabello: l’allenatore Ascanio Di Gennaro è stato squalificato per quattro anni per aver colpito l’arbitro Federico De Soccio di Campobasso: “Ha avuto fin da subito un atteggiamento arrogante nei confronti di tutti, non ci ha permesso neanche di soccorrere con il ghiaccio una ragazza che si è rotta il menisco”. Quindi, per la dirigenza “è giusto punire il gesto, ma quanto meno deve essere raccontata la verità dei fatti”.

In merito alla pesante squalifica subita dall’allenatore del Montenero Calcio a 5, Ascanio Di Gennaro, fermato dal giudice sportivo per quattro anni “per aver colpito l’arbitro alla gamba e alla mano procurandogli una prognosi di dieci giorni”, arriva la replica della dirigenza montenerese che dà la propria versione dei fatti. Partendo però da un assunto: “Il mister, preso dalla rabbia eccessiva, ha tirato un calcio all’arbitro ma non l’ha colpito bene”. E questa è già una ammissione di responsabilità che vale la pena evidenziare. La società prova a ricostruire i fatti, parlando di un atteggiamento dell’arbitro, Federico De Soccio della sezione di Campobasso, “arrogante nei confronti di tutti, ha ammonito una nostra ragazza solo perché gli ha fatto notare che il campo non fosse regolamentare. Poi ha assegnato un rigore inesistente facendolo battere a quattro metri dalla porta perché il campo non disponeva di un punto di battuta, rispondendo a tutti coloro che gli hanno fatto notare l’errore che l’arbitro era lui”.

La partita, a detta del Montenero, stava scivolando via abbastanza tranquillamente. Poi un altro episodio che ha scatenato le proteste ospiti: “Una ragazza si è fatta male al ginocchio (ha riportato una rottura del menisco) e aveva bisogno di ghiaccio. Una compagna dalla panchina si stava recando nello spogliatoio per prendere la bomboletta ma sempre l’arbitro le ha intimato di non andare senza il suo consenso e alla fine non ha fatto prendere il ghiaccio”.

Alla ripresa del gioco, riferiscono ancora dalla società del Montenero, De Soccio ha assegnato “non si è capito per quale motivo” un fallo che avrebbe portato le padrone di casa sul dischetto del tiro libero. A questo punto, il mister gli ha chiesto cosa avesse fischiato. E “l’arbitro, puntando il dito e strillando, l’ha espulso senza dare spiegazioni”.

Accade quindi il fattaccio: “Il mister, in un impeto di rabbia, ha tirato un calcio all’arbitro ma non l’ha colpito bene”.

Subito dopo sono intervenuti i dirigenti e le giocatrici provando a calmare Di Gennaro che è stato portato negli spogliatoi.

Poi la grave accusa che la dirigenza montenerese rivolge nei confronti dell’arbitro: “Solo dopo qualche minuto ha deciso di lamentarsi per un dolore alla gamba e alla mano, entrambe però sul lato sinistro e non sul destro come riportato sul referto… Partita sospesa e arrivo dei Carabinieri: il mister dà spiegazioni e i militari provano a riportare la calma”. Magari attraverso una semplice stretta di mano, ma arriva il rifiuto dell’arbitro che “zoppicava alla presenza dei carabinieri, mentre raggiungendo l’auto camminava in modo normale per poi riprendere a fingere rendendosi conto della presenza delle ragazze”.

In definitiva, questo è il pensiero finale: “E’ giusto punire il gesto, ma quanto meno deve essere raccontata la verità dei fatti”. Una posizione legittima che però non intacca un assunto: gli arbitri e chiunque altro non va toccato, ci sono altre forme di protesta ma non certo quelle che prevedono l’uso delle mani.