B&b, si cambia: abolito limite posti letto, multe agli irregolari. Gli albergatori insorgono: “Noi danneggiati”

Tutte le novità introdotte dalla proposta di legge approvate in Consiglio regionale: via i limiti sul numero di stanze, ma anche controlli più rigorosi. Sanzioni per chi applica prezzi difformi da quelli comunicati o se si supera la capacità massima consentita di ospiti. Il promotore della legge, il consigliere regionale Andrea Di Lucente: "Apriamo a nuove possibilità di lavoro". Ma Confindustria è sul piede di guerra: "Provvedimento che danneggia gli albergatori".

In Molise sono molto diffusi. Anche perchè chi, ad esempio, ha ereditato la casa dei nonni ha pensato di ristrutturarla e di utilizzarla a fini turistici. Un’opportunità di lavoro per tanti molisani che sono diventati imprenditori dei numerosi bed and breakfast sparsi sul territorio, strutture ricettive meno ‘impegnative’ rispetto agli hotel. Una tipologia di accoglienza, sicuramente più intima e familiare, che si è diffusa non solo nelle città turistiche e più grandi come Termoli e Campobasso, ma anche nei piccoli comuni, meta di visitatori che scelgono il relax e i ritmi lenti che caratterizzano la nostra terra.

Per potenziare questo segmento dell’economia molisana il Consiglio regionale ha approvato una proposta di legge che consente di aumentare le camere, quindi i posti letto. Ma la novità legislativa non piace a tutti, anzi ha già provocato la reazione degli albergatori rappresentati da Confindustria. 

Innanzitutto, nel dettaglio, la nuova norma prevede che nei paesi con più di 3mila abitanti i b&b potranno avere tre camere per un totale di sei posti letto e dovranno garantire non meno di due bagni. Invece nei borghi più piccoli, quelli che contano meno di 3000 abitanti, le strutture potranno avere non più di quattro camere e otto posti letto. Necessario almeno un servizio igienico ogni due camere.

Un’altra importante novità riguarda i controlli: saranno più rigidi. Un compito che spetterà ai Comuni che tramite i vigili urbani dovranno effettuare, almeno due volte l’anno, sopralluoghi “al fine di verificare l’idoneità della struttura, il possesso e il mantenimento dei requisiti previsti dalla normativa in materia”, come ha spiegato la consigliera Paola Matteo, relatrice in Aula del provvedimento.

I titolari dei B&b potranno essere multati se non rispetteranno le norme relative alla dichiarazione d’inizio attività, se non rispetteranno l’obbligo di residenza nell’immobile, oppure se applicheranno prezzi difformi da quelli comunicati o ospiteranno più persone di quanto consentito. 

Approvata con 18 voti favorevoli e 2 contrari, la proposta di legge apre a “nuove possibilità di lavoro”. Ne è convinto il consigliere regionale Andrea Di Lucente, primo firmatario, insieme al presidente del Consiglio Micone, della proposta di legge.

Aumentando i posti letto nelle strutture che si trovano nei paesi sotto i 5mila abitanti sarà possibile incentivare il volume di affari in quei momenti dell’anno in cui c’è maggiore afflusso di turisti. “Nei piccoli centri, i visitatori arrivano d’estate, in concomitanza delle festività, mentre nel resto dell’anno i volumi sono esigui”, spiega ancora l’esponente dei Popolari. “Differente è la situazione delle città, come ad esempio Campobasso o Termoli, dove pure sono presenti i B&B: in questo caso l’afflusso di turisti è costante, le necessità diverse e l’offerta ricettiva più diversificata”. La proposta di legge approvata in Consiglio regionale punta proprio a riequilibrare le possibilità all’interno del territorio in base alle diverse prerogative.

Secondo i consiglieri regionali che hanno proposto il testo, sarà dunque possibile “avviare un circolo virtuoso, attirando più visitatori nei piccoli centri e permettendo di incentivare canali turistici sui quali si sta puntando molto in questo periodo, come il turismo delle radici, il turismo lento, quello del benessere”.

Anche perchè, il ragionamento di Di Lucente, “se anche quei pochi visitatori che vengono nei nostri piccoli centri non sanno dove poter alloggiare a causa del limite di stanze che viene imposto, allora come possiamo mai pensare di promuovere il territorio? In altre parole, invitiamo l’ospite a casa e poi gli diciamo che deve dormire sul pavimento”.

Infine le sanzioni ai furbetti. Chi non si conformerà agli standard previsti dalla legge, potrà subire sanzioni maggiorate rispetto alle attuali: “I controlli, affidati ai Comuni, serviranno per tutelare chi fa ospitalità di qualità e rispetta le regole, nell’interesse di tutti: del turista e degli operatori”.

Tutti contenti? Sicuramente lo sono i titolari di queste piccole strutture. Invece sono infuriati gli albergatori. Confidustria, con Rino Morelli, esprime una posizione durissima: “E’ l’ennesimo provvedimento a favore della microricettività che penalizza noi albergatori. Qualcuno dovrebbe spiegarmi perché questo governo regionale ritiene opportuno continuare a incentivare il segmento dei b&b, degli alberghi diffusi danneggiando quello degli alberghi”.

Per Morelli bene l’aumento dell’offerta turistica perchè “la concorrenza stimola l’economia”, “l’incentivo pubblico ad hoc o una legislazione che favorisce uno solo di queste tipologie distorce il libero mercato degli operatori turistici”. Ricorda che poi che i b&B “non sviluppano occupazione”. 

Ultimo affondo dell’esponente di Confindustria: “In occasione di feste o ricorrenze, come è stato giustamente evidenziato da Di Lucente, quando uno di questi piccoli paesi si riempie di visitatori, c’è bisogno di offrire posti letto e ospitalità per rispondere ad un’esigenza reale. Ma, da qui a scegliere di aumentare con una legge i posti letto in una struttura dedicata alla microricettività, senza nulla fare nello stesso tempo per strutture diverse, ma ugualmente presenti in loco, c’è una bella differenza! O si agevola tutti, ossia si creano i presupposti di sviluppo per il settore turistico, oppure non si creano vantaggi solo per alcuni. La politica, lo ripeto, dovrebbe intervenire sulle potenzialità turistiche del territorio rendendolo visibile e riconoscibile all’esterno, lavorando per destagionalizzare i flussi turistici e incentivarli rendendo il contesto “Molise” attrattivo, almeno come le regioni limitrofe.

Mi aspetterei, quindi, interventi legislativi di più alto calibro e di più ampia portata, affinché il turismo possa diventare un vero driver di sviluppo anche qui da noi”.

(foto archivio)