Barricate per gli ospedali, accuse al Governo: “E’ a rischio la salute dei molisani”

Nel giorno del confronto chiarificatore tra il governatore Donato Toma e il commissario Angelo Giustini al Ministero della Salute, i rappresentanti politici molisani di centrodestra alzano la voce sulla riorganizzazione della sanità delineata nel Programma operativo 2019-2021. Dal loro punto di vista, il piano portato sui tavoli romani e che smantella in pratica anche gli ospedali di Isernia e Termoli non garantirà il diritto alla salute dei cittadini.

A difesa del Veneziale, dove sarà soppressa Emodinamica (sarà consentito fare solo le visite), alza la voce l’onorevole Annaelsa Tartaglione che parla di “conseguenze gravi, tali da mettere a serio rischio il diritto, sancito dalla Costituzione, alla salute dei cittadini”.

La parlamentare parla di “una decisione  che di fatto sfida ogni logica, perché comporterebbe un sovraccarico di procedure non sostenibile per l’Unità operativa di Campobasso, già carente di cardiologi interventisti, il preoccupante aumento di oltre 60 minuti del tempo per effettuare un’angioplastica primaria (che potrebbe rivelarsi fatale perché il fattore tempo è determinante), nessun risparmio economico (l’U.O. di Cardiologia di Isernia è già fornita di attrezzature di ultima generazione per tutte le urgenze relative all’infarto miocardico) e inoltre la perdita dell’utenza proveniente dalle regioni limitrofe. Basti solo pensare – sottolinea l’esponente di FI – che il numero di procedure di emodinamica nel 2019 è aumentato del 10%, numero considerato adeguato dalla comunità scientifica per territori come il nostro che presentano notevoli difficoltà al trasferimento dei pazienti”.

Ma secondo la parlamentare di Forza Italia è in pericolo la sopravvivenza stessa del nosocomio pentro e occorre mobilitarsi anche per la difesa di Oncologia e Senologia: “Il tempo dello scaricabarile e delle recriminazioni – avverte Tartaglione – è finito. Il gioco delle accuse reciproche è inutile, di certo non funzionale alla tutela della sanità molisana. Serve ora uno sforzo comune da parte di amministratori e società civile, al di là dei campanili e delle appartenenze politiche, perché soltanto uniti possiamo raggiungere l’obiettivo”.

Il governo nazionale – conclude – si ravveda sull’approvazione del nuovo Pos, chiaramente discriminatorio. Non possono esistere italiani di prima, seconda o terza fascia. Il Molise ha diritto di esistere”.

Anche la consigliera regionale di ‘Prima il Molise’ Aida Romagnuolo invita parlamentari, comitati, consiglieri regionali, associazioni, medici, paramedici, oltre ai cittadini molisani a scendere in piazza “per salvare il Molise”.

“Le macerie del disastro sanitario in Molise, non sono imputabili ai commissari o al Decreto Balduzzi. La responsabilità è solo ed esclusivamente della politica e, come tale, ha nome e cognome”, scrive la consigliera senza poi esplicitare a chi si riferisca.

“Quello che si è consumato nella sanità pubblica molisana è stato un disegno criminale premeditato – sottolinea – perpetrato per anni ai danni della classe sociale più povera del Molise, quella più bisognosa di cure, ed oggi, di quei guasti ne paghiamo tutti le più severe conseguenze. Quello che sta accadendo è noto: chiusura di reparti e servizi nei nostri ospedali di Termoli, Isernia e Agnone”.

Dopo la chiusura del Vietri di Larino, per la Romagnuolo la battaglia si deve spostare su Termoli perchè “vorrebbero far diventare ospedale di base il San Timoteo. Struttura questa, che serve tutti i comuni del Basso Molise per oltre 100 mila abitanti e dove, a breve, si vedrà realizzato lo scippo dell’emodinamica da parte di Vasto. E poi la chiusura del punto nascite sempre di Termoli, per non parlare delle tante difficoltà che hanno i reparti per la mancanza di personale. L’ospedale di Termoli, deve tornare efficiente così come ai vecchi tempi. Lo pretendiamo. Noi vogliamo curarci prima nel Molise e non in Campania, Abruzzo, Puglia o nel Lazio”.

L’ex presidente Michele Iorio invece invita Toma a non sottoscrivere il Patto per la salute. Inoltre presenterà in Consiglio regionale una proposta di legge sui capisaldi della rete dell’emergenza in Molise.

Denuncia inoltre la responsabilità di Pd, Lega, Forza Italia: “Siamo di fronte al più grande tradimento da parte di tutti i partiti storici, nessun escluso, nei confronti del Molise. Oggi, con un sol colpo, questo piano sanitario segnerebbe la fine dell’autonomia della nostra regione e la scomparsa di quello che appena un anno e mezzo fa era, per i big nazionali, l’Ohio d’Italia.

Il riferimento multicentrico del sistema di emergenza contenuto nel Piano fa scadere la valenza dello stesso sistema sanitario pubblico regionale. Detto in altre parole, se dal Molise partono pazienti con ictus per Benevento, ricoveriamo i bambini a Napoli oppure ci rivolgiamo all’ospedale di Foggia, l’unica conseguenza che ci sarà è che in breve tempo, massimo sei mesi, sarà distrutto l’intero sistema sanitario regionale, sia esso pubblico che privato.

Solo un imbecille può credere che sia più economico agitare aerei, elicotteri e ambulanze per portare i pazienti fuori regione piuttosto che mantenere un reparto di neurochirurgia qui in Molise.

E’ chiaro che l’obiettivo che si vuole perseguire non è quello di organizzare la rete sanitaria molisana ma distruggerla.

E non è vero che l’unica forza politica responsabile siano i 5Stelle. La responsabilità è di tutti i partiti nazionali. 

Ma la responsabilità maggiore è del Consiglio regionale talmente miope da non capire che solo una legge può impedire questo scempio. Una legge che funga da baluardo costituzionale e metta con le spalle al muro Palazzo Chigi che a quel punto dovrà assumersi la responsabilità politica: o passa la legge regionale o la si impugna. In ogni caso i molisani avranno certezze sulla responsabilità politica”.