Aly Soliman, il sindacalista rinviato a giudizio per estorsione, è stato assolto dal tribunale

L’accusa aveva sostenuto che per tutelare otto lavoratori impiegati dalla cooperativa Spes aveva preteso soldi per evitare vertenze legali. Difeso dall'avvocato Gaetano Caterina, ha dimostrato la sua innocenza

 Soliman Aly, sindacalista Ugl, arrestato cinque anni fa e rinviato a giudizio dal Gip, su richiesta dell’allora Pm Carrai, con l’accusa di estorsione in danno di un presidente di una cooperativa sociale che gestiva una casa di riposo a Morrone nel Sannio, è stato assolto.

L’accusa sarebbe consistita nel fatto che il sindacalista, tutelando otto lavoratori impiegati dalla cooperativa spes avrebbe preteso dei soldi per evitare vertenze legali. Ieri, 28 novembre, il tribunale di Larino, lo ha assolto dall’accusa di estorsione, difeso dall’avvocato Gaetano Caterina.

Dopo una discussione terminata con la richiesta del Pm e della stessa parte civile di condannare il Soliman a 3 anni ed una multa di duemila euro oltre il risarcimento alla parte offesa, il giudice ha accolto la richiesta di assoluzione del Soliman avanzata dal penalista Gaetano Caterina dopo un’arringa durante la quale lo stesso ha demolito le tesi accusatorie.

Il difensore, puntando sulla non credibilità del presidente della cooperativa,  parte civile costituita, che pur lamentando l’estorsione subita non aveva informato di tale fatto gli altri amministratori e nemmeno le forze dell’ordine, ha evidenziato che la richiesta di somme di danaro riferita dalla persona offesa era intervenuta dopo che nel luglio 2014 i lavoratori avevano sottoscritto un accordo sindacale con il quale rinunciavano ad ogni pretesa in cambio di 500 euro ognuno poi mai versate e di rassicurazioni circa la stabilità sul posto di lavoro, anche questo perso dopo pochi mesi.

In sostanza i lavoratori lamentavano di lavorare 8 ore invece di 4 ore, oltre allo straordinario mai pagato, al pagamento in nero delle quattro ore, ed al mancato pagamento di tredicesima, quattordicesima e ferie per una somma complessiva lorda ammontante a circa 590 mila euro.

Infatti, quello che sembrava all’epoca dei fatti una povera vittima di un sindacalista spregiudicato in realtà invece era un imprenditore che i dipendenti contestavano tanto da rivolgersi al sindacalista che aveva promosso il contenzioso poi risoltosi con l’accordo.

Aly Soliman “aveva solo e correttamente chiesto al presidente della cooperativa di rigare diritto e di cessare quel comportamento in danno di 8 poveri lavoratori, tutte donne, che assistevano gli anziani ospiti della struttura” sin legge in una nota che annuncia l’assoluzione dello stesso.