Alfano e Macte insieme per comunicare l’arte contemporanea e valorizzare la creatività foto

Non chiamateli laboratori: quello che offe il MacTe, Museo di Arte Contemporanea di Termoli è una vera e propria esperienza formativa che si armonizza alla perfezione con la scuola. L’obiettivo del MacTe e dei suoi laboratori consiste nell’approfondire la conoscenza del patrimonio storico-artistico e di nuove e antiche tecniche artistiche finalizzate alla valorizzazione della creatività personale degli studenti. Il perfetto incontro, a metà strada tra la scuola e la realtà museale, è rappresentata dal territorio che, con le sue risorse e peculiarità, si mette al servizio delle nuove generazioni.

L’ultimo tuffo, solo in ordine cronologico, in questa magnifica realtà ha visto protagonisti gli studenti della quinta C del Liceo Scientifico: venerdì scorso i ragazzi, accompagnati dal professor Giovanni Francesco Massaro, hanno partecipato al laboratorio didattico denominato ‘L’arte di Mario Schifano’. Uno dei maggiori protagonisti della scena artistica italiana degli anni 60 e 70, profondamente legato alla Pop Art americana, Schifano è stato un grande ‘artista maledetto’, come venne definito a causa della sua vita mondana. Appassionato di nuove tecniche pittoriche fu tra i primi ad usare il computer per creare nuove opere che poi trasferiva su tele emulsionate.

Il laboratorio, condotto dalle operatrici museali Nadia Vitone e Amalia Vitale, è stato articolato in due momenti: il primo ha preso in esame una delle più importanti opere della collezione permanente del MacTe ‘Paesaggio particolare’ del 1963, per approfondire la conoscenza dell’opera e della predominante corrente artistica della Pop Art italiana. Il secondo, invece, è stato dedicato alla realizzazione di un compito di realtà: gli studenti hanno prodotto, utilizzando i materiali ed i colori tipici dell’artista, una libera interpretazione delle sue opere, esplorando, in modo più consapevole, alcuni aspetti della realtà contemporanea. Il museo come scuola, un luogo di confronto, creatività e dialogo, uno spazio da vivere e non solo da osservare.