Alcol in discoteca, 16enne collassa e non viene soccorso: denunciati titolare e coetaneo

Il 16enne è stato preso per i capelli dai sanitari dell'ospedale Cardarelli dove è arrivato dopo che i suoi compagni hanno chiamato l'ambulanza. Accasciato a terra, esanime, nessuno tra i più grandi si è preoccupato di aiutarlo. La polizia ha ricostruito l'accaduto e oltre al titolare è stato indagato anche un 17enne che nei giorni precedenti aveva raccolto il denaro utile per l'acquisto delle bevande alcoliche poi somministrate alla comitiva di amici nel locale

Come in un rave party. Anche se droga – finora – non è emersa, il sedicenne collassato con un pauroso tasso di alcol nel sangue, ha bevuto all’interno di una discoteca di Campobasso (già altre volte finita in cronaca per fatti simili).

L’escamotage per somministrare alcolici ai minori è passata attraverso un altro ragazzino di 17 anni, che ha fatto da spola per l’acquisto delle bevande poi somministrate a due tavoli che la comitiva di amici aveva prenotato in occasione del veglione del liceo scientifico, sabato scorso.

Denunciato lui (il 17enne) e denunciato anche il titolare del locale. Due sanzioni amministrative e l’invio degli atti al Comune di Campobasso per la sospensione della licenza per altri tre mesi. Un po’ come accaduto a febbraio scorso.

Il sedicenne che è arrivato in ospedale prossimo al coma etilico è stato ripreso per i capelli dai sanitari dell’ospedale Cardarelli che dopo le cure necessarie a ristabilir i suoi parametri, lo hanno  dimesso il giorno successivo.

Ma quanto accaduto è scioccante sotto molteplici aspetti. Intanto perché le bevande alcoliche sono state somministrate ugualmente ai minori – grazie ad una colletta organizzata nei giorni prima i cui soldi sono stati raccolti dal 17enne (denunciato) che a questo punto avrebbe fatto da intermediario con l’entourage del locale , e poi una volta seduti tutti ai due tavoli prenotati, le cameriere hanno naturalmente versato i cocktail senza alcuna remora né alcun richiamo da parte del titolare.

Poi, mentre il minore, svenuto, è stato steso a terra all’ingresso della discoteca, paonazzo senza che rispondesse ad alcun sollecito esterno, nessuno dei responsabili, né gli operatori della vigilanza, si sono avvicinati al gruppo di amici che spaventati cercavano di farlo rinvenire.  Nessuno degli adulti (o ragazzini più che diciottenni) si è preoccupato di chiamare i soccorsi e men che meno la polizia. Anzi.

The show must go on.  Ed è continuato. Pure sulla pelle di un minore, indifferenza assoluta. Soldi, soldi, questo conta nelle serate. E’ il business che come sempre – purtroppo – prende il posto dei valori e soccombe le coscienze (qualora esistessero ancora). Poco importa se uno sbaglia e rischia di morire.

La chiamata al 118 è partita dal telefono degli amici. Idem la telefonata, alle quattro del mattino, verso il cellulare della madre del ragazzo. Poi la corsa in ospedale e la notizia che arriva negli uffici della questura di via  Tiberio, da dove parte la macchina delle verifiche e degli accertamenti.

Una a una le persone indicate vengono ascoltate in questura. La mobile ricostruisce l’accaduto e partono le sanzioni e le denunce. Ora la parola spetta al Comune per l’eventuale sospensione della licenza.