Raddoppio ferroviario, Regione rispolvera lo spostamento della stazione. Ma non è quello che vuole il Comune

In una delibera di Giunta l’esecutivo Toma indica ad Rfi possibili modifiche del tracciato Termoli-Lesina. Fra le ipotesi anche la ricollocazione della stazione fuori dal centro. “L’ipotesi migliore resta la copertura dei binari” precisa l’assessore Niro. Ma il Comune non vuole lo spostamento. L’assessore Ferrazzano: “A meno che non si renda necessario per la frana di Petacciato”

Stesso giorno, stesso tema, stesso destinatario, richieste diverse. Sulla questione della stazione di Termoli Comune e Regione a quanto pare non la pensano in maniera identica. Se il primo chiede a Rfi che questa rimanga lì dov’è ma che venga riqualificata e potenziata, la seconda ammette la possibilità che la stazione vada ricollocata fuori dal centro cittadino. Anzi, è una delle ipotesi indicata a Rfi per il progetto definitivo.

Le delibere del Comune di Termoli e della Regione Molise datate entrambe, caso volle, lunedì 25 novembre, bisticciano un po’ tra loro.

Nella Delibera regionale n. 461, Toma e assessori fanno sostanzialmente propria quella idea emersa circa due mesi fa nell’incontro a Roma cui parteciparono anche i sindaci di Termoli e Campomarino, ovvero spostare la stazione (si parlava di farlo a Pantano Basso) e creare un sistema intermodale di mobilità urbana. Proposta che fece discutere molto la cittadinanza e che, in un secondo momento, registrò una sorta di dietrofront da parte dei primi cittadini.

È quello che ipotizza nuovamente la Regione Molise, a giudicare dalla delibera adottata con cui si ‘prescrive’ ad Rfi che entro 6 mesi rediga e presenti al Comune costiero un progetto di fattibilità delle alternative progettuali per la ‘Sistemazione del Nodo Ferroviario Termoli’, compresa la copertura del tracciato ferroviario della stazione. E più sotto si parla proprio di “provvedere alla ricollocazione e riqualificazione della stazione di Termoli al di fuori del nucleo cittadino”. Le motivazioni sono riconducibili alla questione ‘barriere antirumore’ – avverso cui soprattutto i comitati cittadini si sono scagliati – con annesso deturpamento estetico e conseguente minore attrattività turistica. Ma non solo. Nella delibera regionale si insiste molto sulla questione sicurezza legata al movimento franoso di Petacciato. Si chiede in pratica di riconsiderare lo spostamento del tracciato dell’intera costa, vista la pericolosità del tratto interessato.

L’assessore Vincenzo Niro chiarisce la posizione della Regione. “Lo spostamento della stazione era già previsto nel protocollo del 2005. Da parte nostra è una prescrizione, perché rispetto ad allora sono emersi fatti nuovi con la riattivazione della frana di Petacciato. È chiaro che se non si riesce a mitigare la frana, che non è un fenomeno che ti avvisa, si rischia di spaccare l’Italia in due. Noi quindi chiediamo un aggiornamento, un immediato monitoraggio della frana, lasciando l’opportunità dell’arretramento della parte commerciale della ferrovia”.

L’assessore comunale della analoga materia, Vincenzo Ferrazzano, precisa come nella delibera comunale non si parli affatto di spostamento della stazione. Nel documento (D.G.C. n. 280) non si legge infatti mai la parola ‘delocalizzazione’. Si parla invece di potenziamento e, anche in questo caso, si dettano prescrizioni fissando il termine a 6 mesi. “Noi chiediamo il potenziamento, non lo spostamento”. Dunque una cosa diversa dalla decisione della Giunta Regionale. “Non conosco la delibera regionale. Ma di certo noi non vogliamo spostare la stazione. Questo potrebbe essere necessario solo nel caso in cui si debba modificare il tracciato ferroviario a causa della frana di Petacciato”.

L’assessore Niro a Primonumero.it sembra tirare il freno rispetto a quello che sembra un diktat della Regione a Rfi e puntualizza come non si tratti di una richiesta insindacabile, bensì di un’ipotesi prevista per assicurare le norme sulla sicurezza e sul rumore. Ma nel documento si spiegano ad una ad una le ragioni per cui si boccia la permanenza della stazione in piazza Garibaldi, specie alla luce del fatto che con il raddoppio si incrementerà notevolmente il traffico, in particolare di merci.

Tra i motivi addotti anche il Piano Regolatore del Porto. “La localizzazione della stazione ferroviaria di Termoli all’interno del centro urbano – prevista dal progetto – risulta altresì incoerente rispetto agli obiettivi generali del Piano Regolatore del Porto di Termoli, approvato in data 10 settembre 2019, in quanto rende impossibile la piena ed efficiente intermodalità dei sistemi di scambio delle merci che è fattore essenziale per assicurare il potenziamento dei traffici commerciali del Basso Molise”. Niro lo sottolinea: “È importante avere uno scalo commerciale che dialoga dinamicamente col porto. Non possiamo fare investimenti sul porto e non avere uno scalo commerciale ferroviario”.

Anche nella Delibera di Termoli si parla del Prg portuale ma quello che si chiede, in definitiva, è una riqualificazione urbanistica dell’area della stazione, un’alternativa al piano di barriere antirumore, la costruzione di sovrappassi e sottopassi pedonali oltre allo spostamento – di quella sì – della sottostazione elettrica da viale Trieste alla zona industriale.

Come si conciliano le due posizioni? Ferrazzano non vuole polemizzare. “Grazie al lavoro svolto dall’assessore Niro finalmente Rfi è venuta incontro a quello che chiediamo, accettando le nostre condizioni. Questo prima non era mai successo, finora non eravamo mai stati considerati” e Niro, da parte sua, afferma che rimane in piedi l’ipotesi della copertura dei binari così come quella della stazione, proprio quella soluzione che sembra incontrare il favore dell’Amministrazione di Termoli. “ Intanto abbiamo scongiurato l’installazione di barriere antirumore alte 7 metri e mezzo. Ma la riqualificazione può avvenire anche tramite una copertura, così da ricucire il tessuto urbano termolese e rendere la città più vivibile”.

Ma se in base alle prescrizioni che la Regione ha fatto ad Rfi si dovesse optare proprio per lo spostamento della stazione? “È un processo lungo, che richiede anni e centinaia di migliaia di euro – commenta Niro -. Perciò c’è il vincolo dei sei mesi nella delibera. Nell’immediato della consegna dell’opera Rfi deve dirci nel progetto definitivo come pensa di attutire il rumore e risolvere il problema della sicurezza”. Fra sei mesi sapremo cosa decideranno le Ferrovie.