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Vedere il mondo in modo creativo: la settimana della dislessia promuove screening gratuiti

Difficoltà di scrittura o di calcolo: sono questi i problemi di cui soffrono oltre 3 studenti su 100. Ciò significa che non è così difficile, oggigiorno, trovare nelle classi italiane ragazzi, spesso giovanissimi, che soffrono di disturbi dell’apprendimento (DSA). Secondo le ultime ricerche, i casi sono in netto aumento e comprendono, tra gli altri, anche la dislessia. Nelle varie fasi della vita queste persone sono esposte al rischio di non sviluppare in pieno le proprie potenzialità, ma anche di incorrere in difficoltà di adattamento rilevanti che possono condurre anche ad esiti psicopatologici.

Malgrado i numeri, però in Italia la dislessia non è ancora ben conosciuta generando le paure e le ansie dei genitori: in occasione della quarta edizione della ‘Settimana Nazionale della Dislessia’ dal 7 al 13 ottobre organizzata dall’AID (Associazione Italiana Dislessia), l’associazione ‘Laboratorio Dislessia’ con il patrocinio del Comune di Termoli, intende informare e sensibilizzare il territorio sull’importanza delle azioni di prevenzione che è possibile adottare in tema di identificazione e potenziamento delle abilità di apprendimento.

Durante la settimana dal 7 al 13 ottobre saranno offerti screening gratuiti per i bambini della scuola primaria e per la scuola secondaria di primo grado, avvalendosi del nuovo strumento ‘In Tempo’ ideato e realizzato dalla coop Anastasis e da SOS dislessia. Per informazioni e prenotazioni chiamare la dottoressa Valeria Strada al numero 392/8366186. Il 9 ottobre il servizio si sposterà nel centro di musicoterapia Mananà della dottoressa Pascalle Staniscia di Palata; in questo caso le prenotazioni potranno essere effettuate contattando il 333/4666950.

La letteratura scientifica è unanime nel sostenere l’importanza dell’intervento precoce basato su una fase di identificazione ed una di potenziamento, attivando così tutti gli strumenti di prevenzione necessari a prendersi cura dei ragazzi ed essere attenti ai loro bisogni. È bene sottolineare che, identificare precocemente il disturbo, non vuol dire etichettare la persona od eseguire una diagnosi, ma individuare quei segnali che ci dicono che è necessaria una maggiore attenzione e, in alcuni casi, è utile intervenire per migliorare e potenziare questi processi di apprendimento. Farlo in tempo è molto importante.

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