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Un mare di manifesti per ricordare Peppino Marinucci, che voleva essere chiamato marinaio foto

"Buon vento capitano": una distesa di manifesti all'ingresso del Borgo per celebrare il fondatore della Marina di San Pietro. Oggi i funerali in Cattedrale. E l'amico Saverio Metere, poeta termolese, aggiunge aneddoti al tributo dei social.

Un mare di manifesti funebri per ricordarlo e omaggiarlo il giorno dei funerali, oggi 16 ottobre. Nella cattedrale del Borgo, il suo quartiere, si celebra il saluto religioso a Peppino Marinucci, alla presenza di una folla numerosissima e commossa.

L’ingresso nel paese  vecchio di Termoli si presenta così, con una distesa di “carte” listate in memoria del fondatore della marina di san Pietro, il porto turistico cittadino. Peppino Marinucci è scomparso ieri mattina a 85 anni, dopo una vita spesa nella marineria termolese.

Un lupo di mare, che per tutta la vita ha frequentato il porto passando da gestore di un piccolo trabucco al bar e poi allo yacht club. Cavaliere al merito della Repubblica italiana, esperto di pesca e di barche, di vento e di vita sull’acqua. Padre di 4 figli e nonno. E, per tanti cittadini, “nonno di tutti”.

I manifesti raccontano un uomo al quale in moltissimi hanno voluto bene e che si è conquistato l’affetto e la gratitudine del mondo che gravita in porto: associazioni nautiche, assoporto, organizzazioni tematiche e famiglie termolesi doc. “Buon vento Capitano“.

Pieno di stima anche il tributo dei social, dove si leggono parole di stima per Peppino Marinucci. Tra i tanti ricordi va segnalato quello dell’amico Saverio Metere, poeta termolese.

L’ho conosciuto meglio quando gli ho dedicato l’intervista sul porto di Termoli che poi è diventata un libro. Un aneddoto. Durante la presentazione gli dissi : “Con quale titolo ti devo presentare?” . Mi guardò e rispose subito: “Chiamami marinaio, perchè io ho sempre pensato che essenzialmente è questo, ancora oggi, il mio ruolo in questa società”. Caro Peppino! Il soprannome Mussolini ti dava solo fastidio…me lo confessasti tu ! Non sopportavi persone che parlavano a vanvera senza sapere quello che dicevano e te le… “mangiavi”, come dicevi tu , dando loro delle risposte appropriate. Per questo t’avevano anche appellato Bokassa! Ma non c’era uomo più semplice e buono di te. Ora riposa in pace. Vedrai che il Padreterno ti metterà a capo di un progetto per il disabbiamento del porto: solo così potremmo avere dei risultati perche di questo passo mi sa che saranno ancora e sempre soldi buttati…a mare!”