Trasporto pubblico locale, atteso il verdetto sui 30 milioni destinati ai lavoratori ma che non sono mai stati conferiti

Sotto accusa le aziende che si occupano del servizio a cui, dal 2011, la Regione avrebbe assegnato le risorse per un aumento degli stipendi a carico degli operatori del settore. A momenti è attesta la decisione dei giudici sulla richiesta di archiviazione avanzata in merito ad un esposto finito negli uffici della guardia di finanza

Almeno 85 autisti del trasporto pubblico locale sono in procinto di sapere l’esito dell’impugnazione che l’avvocato Giuseppe Fazio rispetto alla richiesta di archiviazione sulla vicenda che vede la mancata corresponsione in busta paga di quanto finanziato dalla Regione Molise al personale delle imprese molisane.

Parliamo di circa 30 milioni di euro di soldi pubblici che non si capisce che fine abbiano fatto, L’unica certezza è che non sono finiti in busta paga.

I fatti portano la data del 2011 ma sono stati denunciati da una parte dei dipendenti alla guadrdia di finanza soltanto un anno fa.

E’ accaduto che nel pieno dell’estate il pm titolare dell’indagine ha chiesto l’archiviazione per alcune ipotesi di reato, mentre per altre è stato disposto lo stralcio. Rispetto alla quale l’avvocato Fazio ha presentato opposizione. La vicenda che è al vaglio anche della Corte dei Conti ha evidenziato una ipotesi di danno erariale pari a 28 milioni di euro.

Nel 2011 la Regione Molise con delibera di giunta aveva assegnato un incarico ad alcuni consulenti esterni per stabilire un equo corrispettivo da riconoscere alle aziende che si occupavano del servizio pubblico di trasporto. Risultato: un aumento dei costi del personale di 10 mila euro per ogni dipendente, In sostanza più soldi.

Il finanziamento regionale arriva a toccare quindi i 2,3 milioni di euro più ‘gratificazioni’ destinate alle ditte. Ma i lavoratori di quei soldi non vedono neanche un centesimo.

In poche parole l’aumento del rimborso della Regione sarebbe stato dovuto all’aumento previsto per gli stipendi dei lavoratori, che però non ne avrebbero mai usufruito.

Quindi le giustificazioni delle aziende chiamate in causa che parlano di uscite dovute ad altri incomvenienti.

Numeri che hanno fatto saltare sulla sedia i sindacati che hanno quindi chiesto al dirigente responsabile del servizio per la Regione Molise il ricalcolo del contributo in base ai minori costi del personale. Azione che non sarebbe mai stata compiuta.