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Trasporto, lavoratori pronti allo sciopero mentre si indaga per truffa ai danni dello Stato

Gli autisti si sono riuniti in un’assemblea straordinaria al Dopolavoro ferroviario per analizzare le forme di protesta da mettere in campo rispetto alle difficili condizioni che vive il settore. Intanto prosegue l’inchiesta sui fondi destinati alle aziende e mai finiti nelle buste paga dei lavoratori

Gli autisti molisani del Trasporto pubblico locale si sono ritrovati questa mattina (6 ottobre) al Dopolavoro ferroviario di Campobasso per un’assemblea straordinaria finalizzata ad individuare le prossime forme di protesta rispetto a condizioni di lavoro diventate ormai intollerabili.

La riunione promossa da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporto, Faisa-Cisal e Ugl è stata particolarmente affollata, segno evidente di un malessere che non può essere nascosto né più taciuto.

Assemblea Tpl

Le loro retribuzioni sono tra le più basse d’Italia, il Molise è inoltre l’unica regione in cui non esiste un contratto integrativo. “Le condizioni di lavoro e quelle normative – sostengono le organizzazioni sindacali – sono tra le peggiori d’Italia e ci sono 29 aziende unite alo solo scopo di spartirsi la torta del ‘Tpl’. Viviamo la perenne situazioni di stipendi non pagati e la prassi dei decreti ingiuntivi per poter sopravvivere, il parco rotabile è da terzo mondo e non esiste una programmazione del servizio né dei controlli”.

Sintetizzano in pochi punti quelle che sono le condizioni del settore in regione e che non sono più disposti a tollerare. Per il 25 ottobre è già stato programmata una giornata di sciopero ma non si escludono altre forme di protesta se ancora una volta il loro grido sarà destinato a finire nel vuoto perché “ci ribelliamo – dicono i partecipanti – all’idea di rappresentare il fanalino di coda del trasporto pubblico locale del Paese”.

Viaggia parallelamente alla protesta, l’inchiesta in corso della magistratura sull’esposto corredato da atti e provvedimenti in merito ai fondi che la Regione Molise ha devoluto alle aziende Tpl, oltre 28 milioni di euro che dovevano servire al rinnovo del contratto di secondo livello nonché ad un ammodernamento del parco macchine. Quelle risorse, gli autisti non le hanno mai viste.

Eppure i fondi sarebbero puntualmente arrivati a destinazione. Lo sapeva la Regione Molise e lo sapevano le aziende. Finora si indaga infatti per truffa ai danni dello Stato e non sono esclusi importanti risvolti nell’inchiesta di cui si stanno occupando le Fiamme gialle coordinati dalla Procura.

Mentre lo stralcio dell’esposto per il quale l’allora pm Lombardi chiese l’archiviazione è in attesa di essere nuovamente discusso davanti al giudice, se ne sta occupando l’avvocato Giuseppe Fazio che al riguardo ha sottolineato l’importanza di procedere anche con quella fetta di denuncia perché sono emerse nuove prove e nuovi atti a sostenerne la validità.