Tpl, le fiamme gialle indagano sull’utilizzo dei fondi pubblici destinati alle aziende

L’avvocato Giuseppe Fazio che tutela i circa 100 lavoratori a cui non sono mai stati devoluti gli aumenti previsti con il rinnovo del contratto a partire dal 2011, ha fornito nuove prove alla magistratura inquirente e attende l’udienza per dimostrare che è necessario accertare i fatti anche sul filone stralciato dal Pm e per il quale è stata chiesta l’archiviazione

Se per una parte dell’esposto inoltrato lo scorso anno da circa 100 autisti del trasporto pubblico locale, il Pm Lombardi ha chiesto l’archiviazione, per l’altra sono ancora in corso le indagini delle fiamme gialle.

Gli inquirenti stanno ricostruendo i passaggi seguiti dalle risorse pubbliche elargite dalla Regione a partire dal 2011 alle aziende che si occupano del trasporto locale. Perché quei fondi che (si prefigura una danno erariale di quasi 30 milioni sul quale sono in corso le verifiche della Corte dei Conti) per indicazione dell’Unione europea dovevano essere destinati all’equo compenso degli autisti, in realtà in busta paga non ci sono mai finiti. Parliamo di circa diecimila euro all’anno per ogni autista.

L’avvocato Giuseppe Fazio che li tutela in sede legale, ha fatto il punto di una situazione che rischia di esplodere da un momento all’altro sostenendo che si è in attesa dell’udienza per discutere la sua opposizione alla richiesta di archiviazione di uno stralcio dell’inchiesta portando in aule nuove prove capaci di sostenere la necessità di andare a processo per far emergere la verità.

La dottoressa Lombardi, titolare dell’inchiesta, aveva chiesto l’archiviazione per alcune ipotesi di reato e lo stralcio per altre tra cui la truffa aggravata.

Ma nel frattempo sarebbero sopraggiunti nuovi elementi che invece potrebbero indurre la magistratura a rivedere il fascicolo e a proseguire con l’attività inquirente.

I fatti sono stati denunciati da una parte dei dipendenti alla guardia di finanza soltanto un anno fa.

E’ accaduto che nel pieno dell’estate il pm titolare dell’indagine ha chiesto l’archiviazione per alcune ipotesi di reato, mentre per altre è stato disposto lo stralcio. Rispetto alla quale l’avvocato Fazio ha presentato opposizione. La vicenda che è al vaglio anche della Corte dei Conti ha evidenziato una ipotesi di danno erariale pari a 28 milioni di euro.

Nel 2011 la Regione Molise con delibera di giunta aveva assegnato un incarico ad alcuni consulenti esterni per stabilire un equo corrispettivo da riconoscere alle aziende che si occupavano del servizio pubblico di trasporto. Risultato: un aumento dei costi del personale di 10 mila euro per ogni dipendente, In sostanza più soldi.

Il finanziamento regionale arriva a toccare quindi i 2,3 milioni di euro più ‘gratificazioni’ destinate alle ditte. Ma i lavoratori di quei soldi non vedono neanche un centesimo.

In poche parole l’aumento del rimborso della Regione sarebbe stato dovuto all’aumento previsto per gli stipendi dei lavoratori, che però non ne avrebbero mai usufruito.