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Toma tiene sulla corda gli assessori: “Mazzuto resta se vuole Salvini, ma dopo l’Epifania faccio il tagliando”

Il governatore annuncia la verifica sull'operato dei suoi assessori all'inizio del nuovo anno: "Stiamo svolgendo un monitoraggio sugli obiettivi raggiunti. Poi ci sarà una messa a punto della Giunta regionale: così potremo operare ancora meglio". E su Mazzuto: "Ho avuto un'indicazione da Matteo Salvini, abbiamo alleanze e patti da rispettare". E' il secondo tagliando che farà Donato Toma che lo scorso gennaio azzerò le deleghe ai componenti dell'esecutivo. Il numero uno di palazzo Vitale infine ha attaccato duramente la consigliera Micaela Fanelli sulla Zes (Zona economica speciale): "Dice bugie, la smentiscono gli atti".

Chi si aspettava che il governatore Donato Toma rimescolasse le carte dopo il ‘demansionamento’ di Luigi Mazzuto, non più coordinatore della Lega in Molise per volontà dello stesso Matteo Salvini, è rimasto deluso. Nessuna decisione affrettata sull’unico assessore esterno del suo esecutivo, spesso nel mirino di maggioranza e opposizioni che hanno presentato tre mozioni di sfiducia in Aula.

Consiglio regionale Molise

Il nuovo anno invece potrebbe portare qualche cambiamento, come ha dichiarato lo stesso presidente nell’intervista concessa ieri mattina (14 ottobre) a Primonumero, a margine della presentazione del Roadshow dedicato all’internazionalizzazione delle imprese. Dopo le festività natalizie ci sarà la verifica dell’operato degli assessori a cui proprio Toma, ad inizio legislatura, diede una scadenza semestrale. Salvo poi allungare i tempi. Cosa succederà questa volta?

“Chiariamo subito: l’indicazione di Luigi Mazzuto quale componente della Giunta regionale – le parole del numero uno di palazzo Vitale – mi è arrivata direttamente da Matteo Salvini. E venne indicato non perchè era coordinatore regionale, ma perchè Salvini riponeva in lui una grande fiducia. E io, avendo interpellato i partiti per la scelta degli assessori, ho accettato di buon grado l’indicazione di Salvini. Se mi dovesse arrivare un’indicazione diversa o se ci dovesse essere uno stravolgimento politico in ambito nazionale, ripenserò eventualmente alla Giunta. Io comunque ne vorrei parlare dopo l’Epifania, quando effettuerò il tagliando della Giunta”. 

Nel dettaglio, “la verifica riguarderà innanzitutto i risultati raggiunti” dai singoli assessori. Ma sarà ampliata alla “situazione politica e infine alle alleanze politiche perchè il Molise svolge la sua attività in un panorama nazionale oltre che internazionale”.

E poi, ha ricordato ancora Toma, “io sono invitato in tutti i consessi politici perchè il Molise è visto dal centrodestra quale modello. Perciò dobbiamo stare attenti a fare una politica che rispetti i patti”. Dunque, “al termine del monitoraggio che stiamo effettuando ci sarà una messa a punto della Giunta regionale in maniera da poter operare ancora meglio”.

Questo, dunque, dovrebbe essere il secondo tagliando operato dal capo dell’esecutivo regionale in quasi due anni di governo. Anche lo scorso gennaio, nei primi giorni del nuovo anno, il governatore decise di azzerare le deleghe ai suoi assessori. Salvo poi ricomporre quasi tutto e cambiare qualcosa solo dal punto di vista delle deleghe assegnate a Nicola Cavaliere e Roberto Di Baggio (Forza Italia), Luigi Mazzuto (Lega), Vincenzo Niro (Popolari) e Vincenzo Cotugno (Orgoglio Molise).

Il nuovo tagliando sarà una una strategia per tenere sulla corda la sua squadra di governo? Per dare un segnale ai consiglieri dissidenti della sua maggioranza? Tutto è possibile. Certo, qualche assessore è caduto dalle nuvole dopo aver appreso della volontà del presidente di procedere ad un nuovo tagliando.

Il clima politico probabilmente diventerà ancora più bollente nelle prossime settimane. E coinvolge anche i rapporti tra lo stesso Toma e le opposizioni. Dopo i battibecchi con il Movimento 5 Stelle, il governatore ha aperto il fronte pure contro il Pd e contro il suo capogruppo, Micaela Fanelli, colpevole di “aver mentito sulla Zes (Zona economica speciale) Adriatica. Sono gli atti che lo dicono”. “Mi sono stufato”, ha detto il governatore che ha riacceso l’attenzione dei giornalisti presenti in conferenza.

Ha parlato di “inesattezze e imprecisioni” sul “piano strategico unitario Puglia e Molise”. Anzi, “abbiamo incontrato per due volte il partenariato, abbiamo avuto indicazioni dai sindacati e dai consorzi. Inoltre abbiamo redatto in due mesi il piano strategico del Molise e lo abbiamo completato prima della Puglia, lo avevamo condiviso con i Ministeri competenti. I territori regionali individuali e i consorzi dei vari Comuni sono rappresentanti con chiarezza e le informazioni sono contenute in modo trasparente nella delibera di giunta regionale numero 130 del 19 aprile 2019 disponibile sul sito della Regione assieme al piano strategico”.