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Su Repubblica, La prima cosa bella sono i ‘fantasmi’ di Casacalenda

La prima cosa bella di lunedì 21 ottobre per Repubblica? I fantasmi di Casacalenda. Sono quegli uomini e quelle donne “emersi dal passato per ricordarci chi eravamo e chi siamo” i soggetti scelti da Gabriele Romagnoli per la sua rubrica sul noto quotidiano.

Fantasmi giacchè tirati fuori dall’oblio, chiusi com’erano in due casse da birra con su scritto “Non aprire che all’oscuro”. In quelle casse c’erano vecchie lastre fotografiche che immortalavano “un paese di emigranti, Casacalenda, che si metteva in posa per mandare la cronaca degli eventi oltreoceano”. Foto scattate da un farmacista nella sua cantina studio, poi comprate da un appassionato di fotografia, Flavio Brunetti di Campobasso.

Soggetti che si facevano ‘belli’ per le fotografie da mandare ai congiunti emigrati in America. “Venivano tutti, perfino i morti, rimessi in sesto dal barbiere per l’occasione, e voi laggiù sappiate che non hanno sofferto, ma ci mancano, ora che stanno all’oscuro e nessuno apre loro” si legge nell’articolo.

Scatti d’altri tempi, attraverso i quali si voleva comunicare con chi aveva deciso di fare le valigie in cerca di un futuro migliore. Foto pregne di simboli: “Si è sposato il cugino, inamidata anche la chioma; ecco il nonno, ancora vivo, più delle sue scarpe; il bambino con l’arancia a significare raccolto buono; le sorelle con la borsa vuota a invocare aiuto economico”.

Inevitabile il raffronto tra quel mondo e il nostro, così come il giornalista non si esime dal fare. “È l’album di una piccola patria che era un mondo e che non riconosciamo nei volti di stranieri, inseguitori nel tempo. Era un’altra epoca: una persona si faceva una fotografia per raccontare tutto, oggi se ne fa dozzine e non dicono niente”.

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foto da LaRepubblica.it