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“Striscioni capovolti e niente cori nel 1° tempo”: la protesta degli ultras rossoblù

Gli ultras di Curva Nord Campobasso annunciano che in occasione delle partite interne “tutti i nostri vessilli e striscioni verranno esposti al contrario in segno di protesta verso chi scende in campo e chi li gestisce e per tutto il primo tempo rimarremo in silenzio. Nel secondo invece canteremo solo cori dedicati alla maglia e al movimento ultras in generale”. Le responsabilità sono addebitate alla squadra e soprattutto a mister Cudini: “Qualcuno si deve prendere le responsabilità di questi errori, e di solito è l'allenatore”.

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Il tifo organizzato del Campobasso prende posizione sull’attuale situazione della squadra e annuncia per domenica una sorta di “protesta silente”. Infatti, in occasione del match contro il Montegiorgio e fino a nuova decisione, gli ultras di Curva Nord Campobasso fanno sapere di aver “deciso che da domenica prossima, in accordo con tutti i rappresentanti della Nord, tutti i nostri vessilli e striscioni verranno esposti al contrario in segno di protesta verso chi scende in campo e chi li gestisce e per tutto il primo tempo rimarremo in silenzio. Nel secondo invece canteremo solo cori dedicati alla maglia e al movimento ultras in generale. Questo succederà in tutte le partite in casa da ora fino a quando lo riterremo opportuno”.

 

Discorso diverso invece per i match in trasferta, dove “non mancherà la nostra voce per tutti i novanta minuti ma solo per rappresentare al meglio la curva e la città che a nostro parere non deve mai sfigurare a prescindere dal numero dei tifosi sui gradoni e dai risultati in campo, soprattutto in ‘terra straniera”.

 

I sostenitori rossoblù aggiungono che “in questi giorni ci siamo confrontati con la squadra e con l’allenatore del nostro amato Lupo in merito all’attuale situazione in classifica. La squadra non gioca come dovrebbe e non riesce ad ottenere risultati positivi con continuità, è chiaro che qualcosa non va, a nostro parere il problema è l’allenatore o la squadra che scende in campo. Non sta a noi decidere come reagire ma una cosa è certa: qualcuno si deve prendere le responsabilità di questi errori (e di solito è l’allenatore)”.

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