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Stranieri protagonisti della vita pubblica di Campobasso: proposto ostello temporaneo

Per la prima volta Campobasso avrà la “Consulta comunale dei cittadini Migranti”. Entro novembre l’elezione del nuovo organismo di rappresentanza dei cittadini stranieri appartenenti alla Comunità europea e residenti nel capoluogo di regione. Dopo l’elezione del consigliere “extracomunitario” aggiunto (in concomitanza con le Amministrative dello scorso maggio), si tratta del secondo passaggio in attuazione del Regolamento comunale stilato sotto la spinta della precedente amministrazione del capoluogo, guidata dall’ex sindaco Antonio Battista.

Permettere la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini stranieri che risiedono nel territorio comunale di Campobasso è ciò che sta a cuore a Palazzo San Giorgio. In vista della prossima costituzione della Consulta dei Migranti, l’attuale sindaco del capoluogo di regione – Roberto Gravina – ha incontrato i rappresentanti della Rete del Villaggio Ecosolidale. Due dei futuri nove rappresentanti della Consulta saranno scelti all’interno delle associazioni di volontariato iscritte all’Albo del Comune di Campobasso.

La Rete del Villaggio Ecosolidale – costituita da associazioni che operano nel capoluogo di regione – è stata ricevuta dal primo cittadino per valutare insieme le azioni da compiere per intervenire sulle emergenze e sulle necessità legate alle fasce sociali più deboli. Presenti al Palazzo di Città (lo scorso 8 ottobre) alcuni rappresentanti delle associazioni Legambiente, 1° Marzo, Dalla Parte degli Ultimi, Cascina Garden, Eden, Hr Boiano, il Geco, Sprar Karibù, Sprar Integra Mondo, Malatesta associati, UDS Regionale, Associazione Cittadinanzattiva, Liberi di Essere, Apac, Giuseppe Tedeschi, Coop. Sociale Hayet e ArcoIris.

Sono queste le realtà impegnate quotidianamente a Campobasso nell’ascolto dei più deboli. Realtà che da circa un anno e mezzo si sono unite nella Rete del Villaggio Ecosolidale. Le loro indicazioni sono state recepite dal sindaco Gravina per farne tesoro in vista di un’azione sinergica nel settore.

Numerose le proposte avanzate, tra le quali spicca quella della realizzazione di un ostello che funga come una sorta di casa di accoglienza momentanea per gli stranieri che arrivano a Campobasso prima di una loro sistemazione definitiva o per – ad esempio – le badanti a cui muore l’assistito e restano da un giorno all’altro fuori casa. Tra le varie proposte anche quella di implementare le corse degli autobus urbani nelle periferie durante la domenica. Una cosa che agevolerebbe, tra l’altro, anche i residenti e non solo, ad esempio, gli ospiti degli Spraar.

Fino ad arrivare alla cosa più logica, vale a dire il potenziamento di sportelli di ascolto rivolti alle comunità di stranieri, ma in generale a chiunque sia in una posizione di difficoltà. Al sindaco Gravina e all’Esecutivo comunale di Campobasso, adesso, la responsabilità di valutare come procedere in questo tanto delicato quanto importante settore.