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Strage di cani da caccia con wurstel al pesticida: 5 morti, 3 gravi. Sospetti su cacciatori

Uccisi da esche avvelenate durante una battuta di caccia al cinghiale a Bosco Cese, Montorio nei Frentani. Sono 8 i cani finiti nel mirino di probabili cacciatori di una banda “rivale” di quella proprietaria degli animali in questione sui quali ora si stanno cercando conferme ai sospetti.

Cinque cani sono morti per i wurstel avvelenati, mentre altri tre sono stati salvati in extremis e portati dai veterinari. Sono in pericolo, e non è detto riescano a salvarsi.

Per tutti la sintomatologia è identica: avvelenamento. E il veleno usato sembrerebbe essere un pesticida particolarmente potente, utilizzato per la coltivazione dei girasoli. “Un veleno – commenta al telefono il sindaco di Montorio nei Frentani Nino Ponte – che solo alcuni possono acquistare o detenere”.

A intervenire ieri, 17 ottobre, sono stati i Carabinieri della Forestale di Casacalenda. Hanno ricevuto delle segnalazioni specifiche e hanno setacciato l’area con l’aiuto del cane Africa e dell’Unità cinofila antiveleno di Frosolone.

La strage di animali è avvenuta durante la caccia al cinghiale. Gli stessi carabinieri hanno trovato esche avvelenate disperse sul territorio e in particolare sul ciglio della strada, prelevate sia per evitare che altri animali potessero ingerirle sia per farle analizzare dall’istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise.

Bisognerà ora capire che tipo di sostanze tossiche sono state utilizzate in maniera dettagliata, e da questo punto di vista un aiuto lo darà anche l’esame sulle carcasse dei 5 cani purtroppo morti. Durante le indagini, fanno sapere dalla Forestale, sono stati raccolti indizi sui possibili autori di questo atto criminoso.

Un atto che peraltro non è isolato né confinato a questa terra, come gli inquirenti sottolineano dichiarando che invece “si tratta di un fenomeno diffuso sull’intero territorio nazionale e che coinvolge non solo animali da caccia ma animali domestici e può arrivare a danneggiare seriamente anche l’uomo e in modo particolare i bambini che sono più indifesi e che possono raccogliere e ingerire le famigerate polpette al veleno”.

È fondamentale l’utilizzo delle unità cinofile antiveleno delle quali si è dotata la forestale dell’Arma dei Carabinieri, e non solo per gli sviluppi delle attività investigative che mirano a ricostruire la dinamica di quanto accaduto ma anche per la bonifica della zona interessata e per allontanare le sostanze tossiche disperse sul territorio a garanzia della salute umana.

Sostanze con un altissimo pericolo di contaminazione per la fauna ma anche per l’uomo, dichiara ancora il sindaco Ponte, avvertendo del problema rappresentato da una elevatissima presenza di cinghiali che compromette colture e sicurezza. “Ormai siamo più cinghiali che persone qua a Montorio”.

Si ricorda ai cittadini di segnalare episodi di avvelenamento o sospetto avvelenamento al numero di emergenza ambientale 1515, per consentire l’attivazione dei forestali dell’Arma dei carabinieri.