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Scoperti un antico tempio romano ad Altilia e due necropoli principesche in BassoMolise foto

Conferenza stampa questa mattina - 15 ottobre - a palazzo Japoce dove sono stati illustrati gli esiti degli ultimi scavi archeologici a Sepino e in Basso Molise. "Gli studiosi dovranno rivedere il quadro delle conoscenze sugli insediamenti in età preistorica e protostorica nella zona del Basso Molise", le parole della sovrintendente Dora Catalano. Particolarmente sorprendenti le scoperte tra Montenero e Montecilfone dove sono state scoperte tombe principesche

Il Molise un po’ come Roma. Il paragone non è azzardato: anche nella nostra regione dagli scavi archeologici è emersa la ricchezza della sua storia. Un passato che riserva ancora sorprese, come ad Altilia. Oppure è una storia ancora tutta da scrivere: è il caso del Basso Molise e delle sue necropoli. 

scavi necropoli metanodotto

A pochi giorni di distanza dall’ufficializzazione delle ultime scoperte nell’abbazia di San Vincenzo al Volturno, un altro importante ritrovamento interessa l’antica Saepinum. “E’ importante non solo l’offerta turistica, ma anche la restituzione alla comunità di quello che ci è stato affidato. Con i lavori svolti negli ultimi tre anni ad Altilia abbiamo ridisegnato l’assetto urbanistico scoprendo un tempio su un alto podio nell’area del Foro “, ha esordito la sovrintendente Dora Catalano durante la conferenza stampa tenuta questa mattina (15 ottobre) a palazzo Japoce assieme ai funzionari archeologi della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Molise.

Dora Catalano Sovrintendenza

Alle spalle del Foro, interessato dalla terza campagna di scavi (inserita nell’ambito di un’attività di ricerca iniziata nel 2017), è emerso un tempio su alto podio di epoca romana, costruito all’inizio del I secolo dopo Cristo e che si inserisce nell’ambito del grande progetto urbanistico di età augustea.

“Dagli scavi siamo riusciti a ricostruire anche le vicende legate all’abbandono della struttura dopo la dissoluzione dell’Impero Romano d’Occidente. Successivamente l’area fu utilizzata come necropoli e i materiali del tempio furono reimpiegati nella costruzione delle vicine casette rurali. Quindi siamo riusciti a costruire la storia dal I secolo dopo Cristo al XV secolo dopo Cristo e dunque fino all’età moderna”, ha spiegato l’archeologa Gabriella Carpentiero  Nell’incontro con la stampa sono stati presentati i risultati delle attività di tutela e ricerca archeologica svolte in Molise negli ultimi mesi.

Gli scavi si concluderanno nel 2020, quando poi l’area “sarà aperta al pubblico” con la realizzazione di appositi percorsi per il pubblico. “E’ il terzo anno che stiamo scavando alle spalle del Foro e l’intento è rendere quest’area accessibile al pubblico per aumentare la fruizione archeologica del sito di Altilia”. Sito che nel 2017 ha fatto registrare oltre 20mila visitatori.

Altilia scavi nuovo tempio

Si fa un salto ancora più indietro nel tempo se si considerano le scoperte avvenute in Basso Molise, un’area quasi sconosciuta dal punto di vista archeologico. Il che ha reso ancora sorprendente l’esito degli scavi. Nell’ambito dei lavori per la costruzione del metanodotto Larino- Chieti sono emerse le antiche necropoli tra Montecilfone e Montenero di Bisaccia: le prime risalgono al VI e al IV secolo avanti Cristo, le seconde coprono un arco cronologico che va dall’VIII al IV secolo avanti Cristo.

“Abbiamo trovato tombe principesche dove emerge una prima differenziazione sociale delle persone, insediamenti abitativi e produttivi ricostruiranno gli interventi dei nostri antenati sul territorio che hanno saputo sfruttare la natura per creare delle comunità come quelle che conosciamo oggi”, ha sottolineato l’archeologa Chiara Santone. “Alcune di queste sepolture, che sono monumentali, possono essere messe in comparazione con quelle ritrovate a San Giuliano di Puglia dopo il terremoto, Pietrabbondante e San Pietro Avellana”.

59 le tombe ritrovate a Montenero, 34 le sepolture rinvenute invece a Montecilfone. 

Nelle necropoli è stato ritrovato tutto il corredo di accompagnamento e ornamentali del defunto: fibule, anelli, pendagli in ambra, collane nel caso delle tombe femminili, oppure vasi, ceramica (di provenienza pugliese, bucchero dalla Campania), oltre ad oggetti per il combattimento come punte e strumenti in selce e ossidana. In una tomba è stato ritrovato anche un vaso con un rasoio.

“Stanno venendo alla luce dei siti archeologici molto importanti, che consentiranno di riscrivere la storia di queste comunità a partire dalla preistoria fino al Medioevo“.