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Robert De Niro senza freni: “Non tollero Trump, forse torno a Ferrazzano”

L'attore non ha mai nascosto la sua antipatia nei confronti del presidente degli Stati Uniti d’America e in un’intervista, ricordando di avere la cittadinanza italiana, si è detto propenso a tornare “dalle parti di Campobasso”

La sua antipatia nei confronti del presidente degli Stati Uniti non è un mistero. Né l’attore italo-americano Roberto De Niro ha mai fatto grandi sforzi per celarla o mascherarla.

Ogni intervista ha rappresentato l’occasione per l’attore di confessare il proprio disagio personale rispetto alla figura di Donald Trump fino ad ipotizzare un suo rientro in Italia “dalle parti di Campobasso” pur di fare a meno della sua presenza.

“Scusate – si legge in una delle interviste riportate dal Globalist – , non è che sono ossessionato dalla politica, ma questo idiota proprio non riesco a digerirlo. È una disgrazia e un danno per il nostro Paese”.

In teoria, Robert De Niro si è espresso in tal senso in occasione dell’evento culturale di Manhattan dove si è recato per presentare “Robert De Niro Sr: Painting, Drawnings and Writings 1949-1993”,  libro dedicato alla memoria padre pittore.

Già tre anni fa, in un video diventato virale aveva attaccato a testa bassa il neo presidente degli Stati Uniti: “E’ stupido – aveva detto pubblicamente – Non paga le tasse, è un disastro nazionale. Mi fa arrabbiare il fatto che questo Paese sia arrivato al punto di consentirgli di arrivare sin qui”, ha confessato la star.

Un mese dopo quel video, Donal Trump è diventato presidente degli Stati Uniti spuntandola su Hillary Clinton.

“Prenderlo a pugni? Non posso, è il presidente”, ha detto recentemente ospite dello show di Jimmy Kimmel. In quell’occasione la chiacchierata è finita sull’Italia perché anche Kimmel ha origini italiane, visto che i suoi nonni sono arrivati negli Stati Uniti da Ischia. E proprio su questo aspetto De Niro ha replicato al conduttore: “La mia famiglia è di Ferrazzano, dalle parti di Campobasso. Ho la cittadinanza italiana? Sì, probabilmente dovrò trasferirmi lì…”