Reti con maglie troppo larghe, caro gasolio, multe impossibili: la marineria in stato di agitazione foto

Arriva anche a Termoli, dove ieri è intervenuta la Polizia, la protesta dei pescatori pugliesi contro le nome Ue ritenute troppo rigide e penalizzanti e i verbali "elevatissimi: così ci uccidete". I controlli si sono fatti più stringenti e la categorie chiede deroghe specifiche per il medio e basso adriatico. Intanto i pescherecci sono rimasti in porto.

Si è allargata anche a Termoli la protesta delle marinerie mobilitate nel barese per le multe salatissime e la rigidità dei criteri adottati dall’Unione Europea nel settore. Ieri sera diversi armatori arrivati dalla Puglia si sono uniti ai colleghi molisani per esprimere un grande disappunto, tenuto a bada anche dalla nutrita presenza di forze dell’ordine.

La polizia ha presidiato le banchine, dove i pescherecci non sono salpati per ribadire la forte contrarietà alle regole del settore che prevedono, come sostengono gli armatori, “multe impossibili da pagare anche per una banale dimenticanza”, verbali che partono da 2mila euro e “arrivano a 10mila, ma anche 30mila euro” a carico di chi viene sorpreso a violare le regole.

“Sono regole – dicono loro – che non riusciamo sempre a rispettare. Tanto più che la Comunità europea considera il mare Adriatico uguale per esempio al Mare del Nord”, stabilendo criteri rigidissimi anche per la misura delle reti da pesca. “Con le maglie giudicate a norma noi non riusciamo a tirare su il pescato tradizionale, che prevede anche calamaretti e moscardini. Così non si può andare avanti” dicono i proprietari dei pescherecci e gli equipaggi.

Dimensione delle maglie delle reti, che stando alle parole dei pescatori “penalizzano esclusivamente i pescherecci italiani in Adriatico”, mare popolato da un pesce azzurro la cui pezzatura è tale da sfuggire alle maglie più larghe. E fermissima contrarietà alle disposizioni sul sistema di controllo satellitare Blue Box, che non è più gratuito per le imprese.

A questo si aggiunge il caro gasolio, che incide sempre maggiormente sui costi. In Puglia nei giorni scorsi la Capitaneria ha effettuato controlli a raffica emettendo sanzioni amministrative considerate impossibili per l’economia del settore. Una situazione che in parte si sarebbe ripetuta anche per quanto riguarda la marineria di Termoli, coinvolta nel ultimi periodo da controlli più stringenti, che gli uomini della Guardia Costiera fanno  nell’ambito delle loro specifiche mansioni e dei loro doveri di garanti della legge.

Qualche momento di tensione nella serata di ieri in porto è stato tamponato dagli agenti di polizia. Per evitare di incappare in nuove sanzioni i pescherecci della flottiglia termolese non hanno mollato gli ormeggi. E intanto la protesta di Termoli sarà in onda anche in alcune televisioni nazionali, per le quali oggi in città è stata presente una troupe.