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Raccomandazioni e posti “già assegnati”, scoppia la ‘bomba’ sui concorsi della Regione. Imbarazzo in maggioranza

Mentre i consiglieri regionali di centrodestra Andrea di Lucente e Massimiliano Scarabeo hanno chiesto l'intervento della magistratura, M5S lancia accuse: "I concorsi sono irregolari, Toma deve annullarli". Sotto la lente due concorsi: uno riservato al personale dipendente di palazzo VItale, il secondo per 10 posti da dirigente dell’amministrazione regionale, di cui 5 riservati agli interni. Invece è stato depositato al Tar Molise l'avviso per assumere 14 lavoratori alla Protezione civile.

“Tutti noi stiamo ricevendo segnalazioni, messaggi, telefonate. Io in particolare ho ricevuto una mail nella quale si davano per certi i cinque dirigenti della Regione che avrebbero superato le selezioni indette“. E’ caduto il gelo in Aula dopo la denuncia pronunciata ieri sera (23 ottobre) dal consigliere di maggioranza Andrea Di Lucente. Parole che hanno creato scompiglio nei palazzi della politica e tra i diretti interessati e che confermerebbero una delle più malsane e ‘disgraziate’ abitudini del Molise e più in generale del nostro Paese: la raccomandazione.

Consiglio regionale

Sospetti che ci siano delle persone ‘protette’ sono emersi pure nel caso degli ultimi due concorsi organizzati dalla Regione Molise: il primo riservato al personale dipendente che così potrà ‘scalare’ posizioni e progredire in carriera, invece il secondo bando, per titoli ed esami, è per dieci posti da dirigente dell’amministrazione di via Genova, di cui cinque riservati al personale interno. E i cinque ‘fortunati’ già sarebbero stati designati, almeno a sentire le parole di Di Lucente.

Concorsi che si inseriscono all’interno del nuovo piano occupazionale dell’ente di palazzo Vitale che a fine anno avrà 164 dipendenti in meno. In quest’ottica qualche giorno fa sono state pubblicate due determine dirigenziali per selezionare tramite concorso 28 tra diplomati e laureati.

Dal punto di vista politico, i bandi rischiano di minare già le fragili fondamenta sui cui si regge la maggioranza. Perchè probabilmente gli stessi esponenti della maggioranza Toma sono convinti che ci sia qualcosa che non quadra e che ci sia un dirigente regionale che sia il ‘regista’ di tutta l’operazione. 

Non a caso, alla dichiarazione ‘bomba’ di Andrea di Lucente, ha fatto da sponda un altro esponente del centrodestra, Massimiliano Scarabeo: “Se c’è qualcosa di poco chiaro, bisogna andare in Procura”.

Dall’opposizione il Movimento 5 Stelle non ha dubbi: “I bandi sono illegittimi”. Per Andrea Greco e soci, “le determine dirigenziali numero 97 e numero 98 dell’8 ottobre 2019, a firma del direttore del III Dipartimento, sono impugnabili perchè presentano una serie di vizi”. Innanzitutto, argomentano, non sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

I grillini molisani sollevano poi una serie di obiezioni tecniche. Ad esempio, “non risulta poi esperita la procedura per il personale della pubblica amministrazione collocato in disponibilità biennale. La legge, invece, prevede che la copertura di posti messi a concorso sia subordinata all’esito negativo di tale procedura e, in caso contrario, considera nulle le assunzioni effettuate”.

In secondo luogo, c’è una legge regionale (la numero 10/2010 all’articolo 26) che disciplina l’accesso alla qualifica dirigenziale e “non contempla il ricorso alla selezione ‘per titoli ed esami’”. Ma è necessario sostenere, come prevede anche il regolamento regionale (n. 3 del 2003), “almeno due prove scritte e un colloquio, mentre l’avviso che abbiamo avuto modo di esaminare prevede una sola prova scritta”.

Insomma, un gran ‘pasticciaccio’. Per i 5 Stelle ci sono “anomalie che potrebbero pregiudicare la regolarità delle procedure, arrecando un danno economico all’Ente, con l’esposizione agli eventuali ricorsi da parte dei legittimi interessati”. Inoltre, da un punto di vista politico, sottolineano i portavoce M5S, “la ‘leggerezza’ con la quale si predispongono i bandi nella nostra regione rappresenta uno tra i mali assoluti che ne impediscono una crescita sana”.

Secondo i consiglieri pentastellati, oltre a precedere a “tutti gli accertamenti del caso”, i bandi “vanno annullati, corretti e pubblicati nuovamente, nei modi e nei tempi previsti dalla legge”. Ed è per questo che è stata presentata una mozione al presidente Donato Toma.

Tuttavia, nelle scorse ore è finita nella bufera anche la procedura per assumere 14 persone alla Protezione civile. Trentacinque precari, che a loro dire avevano diritto all’assunzione, hanno firmato il ricorso depositato al Tar Molise bloccando il bando.

“La Regione ha calpestato regole del diritto amministrativo e la legge Madia”, scrive il Comitato che racchiude i precari. “Noi abbiamo maturato più di un decennio di esperienza in vari ruoli negli enti della Regione Molise, superato un concorso pubblico ed eravamo entrati in servizio dopo il 28 agosto 2015. Siamo davvero rammaricati di vedere, ancora una volta, ignorate le nostre professionalità, acquisite in tanti anni di servizio in vari settori della macchina regionale, soprattutto in questo contesto storico, caratterizzato dallo spopolamento delle nostre città e dei nostri paesi  e, nello stesso tempo,  dalla necessità da parte degli uffici regionali di acquisire personale qualificato, per far fronte ai tanti problemi che affliggono la nostra meravigliosa regione”.

E’ l’ultimo capitolo che coinvolge l’ente di via Sant’Antonio Abate, finito sotto la lente della Procura nel 2017, quando una denuncia fece scattare le indagini della Squadra Mobile per accertare presunte illegittimità nell’assunzione di dieci persone. Purtroppo che fine abbia fatto quell’inchiesta e se gli inquirenti abbiano appurato irregolarità è un mistero.