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Interferenze, quando cultura e sociale si incontrano. Della nuova edizione parla anche Repubblica fotogallery

Inaugurata ieri la terza edizione del festival del cinema sociale Interferenze che proseguirà dal 15 al 18 ottobre. Non solo film ma un laboratorio permanente, un cantiere di idee e proposte di attivazione sociale che coinvolgerà anche gli studenti. "Nessuno si libera da solo. Ci si libera insieme", questo il messaggio lanciato dalle associazioni organizzatrici

Quando le fragilità si uniscono si generano risorse, l’esperimento di Interferenze lo conferma. Ieri, 12 ottobre, il cinema Sant’Antonio ha ospitato la speciale presentazione di quello che ad ottobre, per la terza edizione, sarà il Festival del Cinema sociale della città.

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Ad introdurlo, come da tradizione, è stata Tina De Michele che ha sottolineato – non prima di ricordare agli astanti la tragedia che si sta consumando nella Siria del Nord contro il popolo curdo – come le varie realtà che compongono Interferenze vogliano proporre un’idea di libertà corale che si nutre dello stare insieme e del costruire reti sul territorio. “L’unione delle fragilità diventa ricchezza”. L’unione dei singoli – aggiungiamo – diventa comunità e anche gli ingranaggi che hanno smesso di funzionare possono ripartire con nuove risorse.

Interferenze è un’idea nata dalla contaminazione tra il mondo delle associazioni che promuovono cultura (Tempi Moderni, che è la summa di diverse realtà culturali del territorio) e quello delle organizzazioni che operano nel mondo del sociale. Queste ultime sono la Consulta per le disabilità, il centro diurno Chesensoha del Centro di salute mentale, il progetto di accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo Sprar/Siproimi gestito dall’Istituto Gesù e Maria, l’associazione delle Famiglie contro l’emarginazione e la droga F.a.c.e.d. e La Città invisibile.

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Anche la stampa nazionale, con La Repubblica, ha parlato dell’esperienza culturale nata per realizzare un’idea di sviluppo locale socialmente orientata, come ha ricordato l’assessore al Sociale Silvana Ciciola, intervenuta per portare i saluti dell’Amministrazione e che ha elogiato il progetto che ha alla base l’arte dell’ascolto.

Quella di ieri è stata una presentazione insolita ed originale: una performance ‘teatrale’ realizzata dagli organizzatori ma soprattutto dai beneficiari del progetto. Sul palco è stata inscenata la storia di Marta, una rappresentazione costruita insieme attraverso i dettagli che ognuno dei partecipanti ha proposto. Una storia di relazioni, quelle in cui tutti noi siamo immersi, che a volte ci limitano ma che allo stesso tempo possono sostenerci e liberarci. “Nelle relazioni viviamo le crisi, individuali e collettive; nella creazione di relazioni virtuose e cooperative sperimentiamo la possibilità di far fronte alle stesse crisi e di costruire comunità inclusive, aperte e solidali”.

Marta, il personaggio interpretato dall’operatrice AnnaRita Corsi, a un certo punto della sua vita si ritrova bloccata dai muri che si era costruita attorno a sé. Una voce narrante ne ha ripercorso le vicende e una decina di personaggi sul palco, con indosso una maglietta bianca, hanno reso vivida la rappresentazione scenica portando di volta in volta semplici oggetti di vita. Su tutti i mattoni, che l’uno dopo l’altro hanno isolato la donna ma che poi, quando la protagonista inizia ad af-fidarsi alle persone a lei vicine, sono stati via via rimossi. Il momento finale, in cui ognuno ha preso la parola avendo tra le mani un cartello con scritta una parola-chiave, ha esemplificato come tutti noi possiamo riconoscerci nella situazione di Marta e, come lei, possiamo attraverso le relazioni ritrovare la nostra libertà, recuperando la fiducia negli altri e in noi stessi. Una presentazione di impatto e pregna di significato che ha sottolineato come anche dalle difficoltà si possano generare nuove possibilità.

Non solo cinema, come detto: Interferenze è un progetto composito le cui attività – parallele a quelle strettamente cinematografiche – si svolgono durante tutto l’anno in un laboratorio permanente, Interlab, che già nel nome reca impressa l’idea di interconnessione tra mondi diversi. A spiegarlo è stata l’operatrice Maddalena Molinero che – con le immagini proposte sullo schermo e le testimonianze di alcuni utenti protagonisti del percorso – ha ripercorso le tappe e il significato del progetto. Una volta a settimana i partecipanti si sono incontrati e la scelta del ‘dove’ è ricaduta su uno dei ‘luoghi del cuore’ della cittadina, il parco comunale. Un luogo che si è fatto spazio della mente e dove utenti, operatori e semplici cittadini hanno creato una piccola comunità in nuce, sperimentando di fatto un’idea di libertà che si è intrecciata con quella di partecipazione.

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Un po’ il concetto espresso dalle parole di Giorgio Gaber, che ieri hanno risuonato nella sala cinematografica termolese. La frase simbolo di Interferenze 2019 d’altronde è: “Nessuno si libera da solo, ci si libera insieme”. Sono state queste parole del pedagogista Paolo Freire a guidare la nuova edizione del progetto socio-culturale che, come detto, non si esaurisce nelle 4 giornate di proiezioni ma che ha un orizzonte molto più ampio.

Un progetto dall’alta valenza educativa che è stato sposato anche dalle scuole termolesi. Quello che è stato fatto con Interlab in tutti questi mesi verrà riproposto infatti, in piccolo, in 8 istituti (per un totale di 9 classi e una trentina di incontri). Il festival in più dedicherà le proiezioni mattutine proprio agli studenti.

“Poche cose al mondo possono liberarci quanto l’arte e poche forme d’arte sono liberatorie come il cinema”. Con queste parole Antonio Cappella di Tempi Moderni ha delineato l’incontro di Interferenze con il mondo della settima arte.

Per portare al centro del dibattito e della riflessione collettiva i temi della marginalità sociali, sono state selezionate quattro pellicole, eterogenee anche per il linguaggio scelto, che hanno in comune il fatto di accendere i riflettori su ciò che spesso viene confinato nell’ombra. Dal 15 al 18 ottobre l’appuntamento è dunque al cinema Sant’Antonio: due proiezioni ad ingresso libero ogni giorno, alle 18 e alle 21. Di seguito il programma completo.