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Pista per l’atletica nel degrado, lo sconforto degli sportivi: “Rischiamo di cadere ad ogni passo” fotogallery

Bagni e spogliatoi serrati, pista per l’atletica leggera sconnessa e sempre più pericolosa per l’incolumità degli atleti, con la copertura squarciata in più punti ed invasa da erbacce.

Un triste sipario, una pagina di storia che si sgretola e frammenta il futuro di centinaia di ragazzi: è questa l’immagine che si profila davanti agli occhi di chi, per caso, si trovasse a visitare lo stadio comunale ‘G. Cannarsa’ di Termoli, un tempo autentico gioiellino dell’impiantistica sportiva della città che ha fornito dimora anche a sport minori quali il baseball ed il softball. La rosa all’occhiello del calcio termolese e non solo, capace di far emozionare anche i tifosi più timidi, sta vivendo un periodo di malessere: lo stato di abbandono ed il degrado si fanno sempre più evidenti ed avanzano sempre di più senza che nessuno intervenga.

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Spogliatoi inutilizzabili dove spesso “ci troviamo topi morti”, confessano dei giovani podisti a Primonumero.it, una pista dedicata alla corsa devastata da tagli ed incuria, attrezzature inutilizzabili e luci che non funzionano. E poi erbacce e zanzare a contornare il tutto. È questa la radiografia dell’impianto sportivo comunale e all’aperto presente in città: una struttura fatiscente che è molto importante per l’atletica, il salto in lungo o in alto, la corsa ad ostacoli, oltre che per il calcio.

Qui sono decine gli atleti che, quotidianamente, vengono ad allenarsi: ci sono i gruppi dei più piccoli che si approcciano per la prima volta all’atletica, ma anche persone adulte che si preparano ad affrontare le maratone. Percorrere la pista che attornia il rettangolo di gioco, un’oasi verde apparentemente curata con un florido manto erboso, mette angoscia: un sentimento dettato principalmente dalle condizioni in cui versa il rivestimento della pista di atletica che, in più di un punto, risulta squarciato, dissestato e ricoperto di erbacce e di tane per formiche.

Loro, gli atleti, ormai non ci fanno quasi più caso e conoscono a memoria il punto esatto di ogni dosso o squarcio che ha rovinato la copertura della pista, inaugurata circa due anni fa. Per loro ogni giorno è una lotta per evitare brutte cadute ed infortuni che potrebbero compromettere il futuro sportivo: “Quando varchi il cancello dello stadio sai già a cosa vai incontro. Conviviamo quotidianamente con questi problemi – confessano a Primonumero.it quasi timidamente – Sappiamo che dobbiamo usare la pista più interna perché se ci spostiamo su quelle esterne rischiamo di cadere”.

Un problema ben noto anche alla Fidal, la federazione italiana di atletica leggera che, a detta degli allenatori, avrebbe ritirato l’omologazione alla pista “già dallo scorso anno, vietando la possibilità di organizzare gare a livello regionale o nazionale”.

A peggiorare una situazione non proprio rosea c’è la questione delle luci che risultano staccate a causa dei costi esosi di consumo. Il problema in estate passa quasi del tutto inosservato, grazie alle lunghe ore di sole che regalano cielo limpido e luce naturale fino all’ora di cena. Le prime difficoltà iniziano con l’arrivo dell’autunno, quando le ore di luce naturale iniziano ad assottigliarsi a tal punto che alle tre del pomeriggio il cielo è scuro ed il buio si impossessa della città. “Tra qualche settimana saremo costretti a spostarci nelle palestre – commenta un allenatore – Per fare allenare i ragazzi all’aperto dovremmo farli venire alle 14, subito dopo la scuola, per sfruttare al meglio quel poco di sole che resta”.

A cadere vittima dell’incuria, tuttavia, sarebbero anche gli spogliatoi dove i ragazzi confessano di aver trovato, in più di un’occasione, numerosi “topi morti”. Le porte del rettangolo in cemento destinato al cambio ed alle docce degli atleti è quasi sempre chiuso ed i ragazzi che praticano atletica sono costretti a ‘litigare’ per utilizzare l’unico bagno a disposizione, posizionato sotto agli spalti che si trovano vicino al muro che confina con la ferrovia ed il mare. Immaginate un gruppo di venti, trenta bambini che necessitano del bagno e sono costretti ad aspettare il proprio turno per riuscire ad espletare i bisogni fisici.

Eppure lo stadio rappresenta un eccezionale volano per lo sviluppo della città su cui costruire un turismo sportivo che si sviluppa attorno a tutti mesi dell’anno, non solo quelli estivi. L’amministrazione, dal canto suo, è a conoscenza delle condizioni in cui versa lo stadio comunale: “Ho effettuato un sopralluogo del campo proprio la scorsa settimana – ha commentato l’Assessore allo sport Michele Barile al telefono con Primonumero.it – Ho notato subito le condizioni della pista. La volontà dell’amministrazione è quella di risistemare gli impianti sportivi, ma al momento non ci sono fondi. Nel 2020 arriveranno dei fondi regionali e vedremo come impiegarli, ma prima di aver votato il bilancio, valutato la quantità di denaro disponibile e l’ammontare dei costi per la sistemazione delle strutture non possiamo fare molto. Valuteremo in base a ciò che avremo”.