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Parco Matese, perimetrazione ‘alla moviola’. “Rischia di restare fuori dalle Zone economiche ambientali”

Mentre la Regione Molise rispetterà il cronoprogramma indicato dal Ministero per la pianificazione dell'area, la Campania è in ritardo. E questo rallentamento rischia di danneggiare anche il nostro territorio: "Il ministro Costa - ha spiegato Antonio Federico - vorrebbe inserire nella legge finanziaria le Zea, Zone economiche ambientali. Ma senza il Parco, non possiamo nemmeno candidare il Parco nazionale del Matese e dunque ricevere risorse". L'assessore Cavaliere: "Il 31 dicembre consegneremo tutto al Ministero".

La data c’è e le Regioni l’hanno segnata in rosso sul calendario: 31 dicembre 2019. Entro il giorno di San Silvestro si dovrebbero concludere tutte le operazioni di quella che tecnicamente viene definita la “perimetrazione” del Parco nazionale del Matese istituito nel 2017. Il condizionale è d’obbligo dal momento che negli ambienti politici già si parla di un possibile slittamento rispetto a tale termine che forse proprio perentorio non è.

Se dalla Campania sembra che ci siano dei ritardi, invece “la Regione Molise è quasi pronta ed entro il 31 dicembre consegneremo tutto al Ministero”, le rassicurazioni dell’assessore regionale Nicola Cavaliere con cui abbiamo fatto il punto della situazione. Insomma entro fine anno sarà ufficialmente pianificato il territorio che verrà inserito nell’area protetta. Trentadue i comuni molisani che ne fanno parte, altrettanti della provincia di Benevento e di Caserta.

Dopo l’istituzione con legge del Parco nazionale del Matese, inserita nella Finanziaria 2017, l’anno scorso il Ministero ha dato alle Regioni Molise e Campania in accordo con i Comuni il compito di provvedere alla perimetrazione sulla base di quanto giù definito dal punto di vista tecnico dall’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha previsto una serie di forme di salvaguardia ambientale. Il passo successivo è stato l’avvio di un confronto con il territorio.

incontro Parco del Matese

“Io ho convocato sei riunioni con i rappresentanti del territorio – spiega Cavaliere – in più c’è stata una riunione con il direttore generale del Ministero. Un mese fa, dopo un’altra riunione, il Ministero ha inviato una nuova perimetrazione che più o meno ricalca quella precedente e sempre sulla base scientifica della perimetrazione dell’Ispra”.

Altro step: si è proceduto alla cosiddetta “zonizzazione del Parco nazionale del Matese, ossia una suddivisione in zone del territorio. Nell’area protetta che sarà estesa tra Molise e Campania “ne sono state individuate tre fasce. C’è anche una zonizzazione di sviluppo, ossia dove i livelli di divieto sono molto ridotti perché non ha particolare interesse ambientale e faunistico”, aggiunge l’assessore regionale. “La Regione Molise ha fatto quasi tutto, manca Bojano a causa della fase di commissariamento (ma il commissario mi ha comunicato che la perimetrazione sarà individuata dopo l’incontro con le parti interessate). Dopo l’indicazione di Bojano, convocherò un’altra riunione: qualche Comune ha chiesto di ridurre il territorio, altri di ampliare. Noi cercheremo di mediare con il Ministero dell’Ambiente e alla fine, dopo aver fatto una valutazione complessiva, depositeremo al Ministero la perimetrazione complessiva per quanto riguarda la Regione Molise”. 

Un lavoro che pare in Campania sia iniziato da poco e ha creato anche malumori e polemiche. E la proposta di perimetrazione dell’Ispra sembra che non sia stata e stata accolta favorevolmente dalla Regione guidata da Vincenzo De Luca.

Peccato che il ritardo dei ‘vicini’ nella perimetrazione e nella pianificazione del Parco potrebbe danneggiare direttamente anche il Molise perché si bloccherebbe tutto l’iter di costituzione del Parco nazionale del Matese. Inoltre, le due Regioni perderebbero un’altra opportunità: l’inserimento nella Zea, Zona economica ambientale.

A questo obiettivo sta lavorando l’onorevole M5S, Antonio Federico: “Sto lavorando per far capire al ministro di accelerare per dare una svolta al Parco entro fine anno. All’interno della legge finanziaria, il ministro Costa vorrebbe inserire le Zea (Zone economiche ambientali) simili alle Zes (Zone economiche speciali) ma legate alle aree a prevalente vocazione ambiente. Ma se non c’è un Parco, non si può nemmeno candidare nelle Zea e dunque sono risorse che si perdono”.

Antonio Federico

Qualche timore è stato espresso anche dai titolari delle imprese agricole e zootecniche, come emerso nel convegno ‘Parco Nazionale del Matese: Una questione ancora aperta’ che si è svolto a Piedimonte Matese (in provincia di Caserta).

“La nascita del Parco nazionale del Matese non può prescindere dalla tutela degli agricoltori e degli allevatori”, le osservazioni del direttore regionale della Coldiretti Molise, Aniello Ascolese. Dal suo punto di vista “bisogna evitare che le norme risultino in contrasto con le attività delle imprese agricole e zootecniche. Ciò potrebbe, infatti, comportare la messa in crisi del settore con conseguente chiusura delle attività produttive ad oggi operanti ed il conseguente spopolamento dei centri ricadenti nell’area del Parco”.

Probabilmente qualche chiarimento in più sarà offerto nell’incontro in programma oggi pomeriggio (24 ottobre) alle 18 a palazzo Colagrosso a Bojano.