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Nasce Partecipazione Democratica, la “spina” nel Pd che stimola il dibattito e riaccende il confronto

L’associazione politico culturale è stata presentata da Stefano Buono e Simone Coscia. “Non è una corrente del Partito democratico - hanno spiegato - ma un soggetto propulsore che punta anche a scuotere il Pd su temi che rispetto all’attività dell’amministrazione regionale finora poco incisiva, vanno posti in maniera più decisa”

Si chiama Partecipazione Democratica ed è l’associazione politico culturale che “sta a fianco” al Partito Democratico ma che per il Partito Democratico fungerà da sprone per allargare il raggio di riflessione e di azione politica.

L’ha presentata Stefano Buono nella sede del partito in via Ferrari a Campobasso annunciando, però, la convention prevista il 9 novembre a Venafro e durante la quale saranno illustrati anche i nomi dell’organigramma di chi nel frattempo sta aderendo alla neoformazione associazionistica.

Molti dirigenti provinciali e regionali del PD hanno accolto con entusiasmo questa nuova avventura. Con Stefano Buono c’era infatti anche Simone Coscia e in platea Giuseppe Caterina “Molti altri si aggregheranno – hanno spiegato Buono e Coscia –  perché è un movimento che punta a coinvolgere tutti da Venafro a Termoli”.

Si smarca dall’idea di essere una corrente del Pd e Stefano Buono preferisce definire l’associazione uno spazio “di discussione politica aperto, tant’è che sono già presenti persone e personalità e che hanno militato nella sinistra e/o nel centrosinistra”.

Vuole essere una “spina” che spinga il Pd al ragionamento e al dibattito in un contesto nel quale sempre meno c è discussione politica e approfondimento.

“Credo che la politica oggi abbia tre grandi sfide  da affrontare – ha continuato Stefano Buono – E sono la cultura, il lavoro e l’ambiente. Queste sfide vanno portate avanti in una società aperta e non come quella pensata da Salvini. Partecipazione Democratica nasce in Molise perché oltre alle tre sfide in questione se ne aggiungo altre due: sanità e infrastrutture”.

E qui con la chiarezza che gli è solita, Stefano Buono precisa che i 220 milioni del contratto istituzionale di sviluppo (ideato da Barca per la infrastrutture) sarebbero stati forse spesi meglio se investiti su una grande infrastruttura che poteva collegare il Molise con il resto del Paese portandolo fuori dall’isolamento.

“Pensiamo che serva approfondimento anche su questi temi. Non si può improvvisare o ricordarsi di parlarne in concomitanza degli appuntamenti elettorali”.

E ricorda la prossima opportunità che sarà offerta al Molise con la programmazione settennale che vedrà il Molise tornare nell’obiettivo uno.

“Il nostro – ha concluso Coscia – è un progetto che tende ad allargare e non a restringere il campo politico. Non è una corrente del Pd ma un soggetto propulsore che punta anche un po’ a scuotere il Partito Democratico su certi temi che si devono porre in maniera più netta rispetto ad un’attività regionale poco incisiva sotto molti aspetti. Un progetto che si estende anche a chi non vede il Pd più come antagonista energico e deciso ma assopito nelle sue posizioni. Quindi un’associazione che vuole allargarsi per sviluppare una politica più incisiva rispetto ad una regione che sta morendo”.