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Sono 6mila i molisani in cura al Centro di Salute Mentale: il male di vivere non risparmia nessuno ma la politica fa spallucce

Alla Gil è stato organizzato un evento pubblico a cui ha collaborato anche la “Cooperativa Dialogo” della casa residenziale di Campolieto. Emerse diverse criticità strutturali: poche disponibilità di operatori e l’investimento nella salute mentale ricopre la minore percentuale di spesa sanitaria

Giornata mondiale della salute mentale:  momento di riflessione su un fenomeno tanto esteso quanto complesso.

A Campobasso, per capirlo e affrontarlo con gli strumenti necessari, è stato organizzato un evento pubblico a cura della “Cooperativa Dialogo”, che gestisce la struttura residenziale di Campolieto, in collaborazione con il Centro di Salute Mentale con l’intervento del professore Antonio Lasalvia, uno dei massimi esperti internazionali sulla problematica del pregiudizio, dell’Università di Verona, uno dei 4 Centri italiani di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Salute per la ricerca e la formazione.

salute mentale

Le associazioni dei pazienti e dei familiari hanno sottolineato l’impatto devastante che la malattia della mente può avere sulla vita di ognuno ma anche le difficoltà che chi opera nel settore incontra tutti i giorni per far fronte al numero rilevante di richieste di aiuto che tutti i giorni arrivano da ogni parte della regione. La politica è disattenta: questa la denuncia. Appuntamenti rinviati  o mai fissati, lunghe anticamere di attesa al limite della dignità, per chiedere agli amministratori regionali che i budget a sostegno della salute mentale non vengano continuamente decurtati a sfavore dei pazienti e delle loro famiglie. Ma la risposta – quando c’è – non è sempre intrisa della sensibilità e della comprensione necessaria che invece il fenomeno richiede.

Eppure in Molise ci sono oltre 6mila persone che costantemente chiedono supporto al Centro di Salute Mentale, almeno 2.200 nella sola provincia di Campobasso. Dati importanti che dovrebbero indurre a capire quanto la problematica non sia secondaria alle altre. Sempre a Campobasso, 450 casi di psicosi, almeno duecento di bipolarismo, centinaia i casi di depressione – anche questa, malattia dalle molteplici sfumature – e poi la schizofrenia, le malattie psichiatriche causate dall’uso di sostanze stupefacenti (purtroppo sempre più diffuso) dal consumo degli alcolici, per finire con i disturbi dell’alimentazione.

Altro dato preoccupante è la diffusione delle forme di autolesionismo nei giovani tra i 15 e i 29 anni di età, che per molteplici fattori si sentono imprigionati dalla sofferenza psichica.

In questo quadro si rende necessario rafforzare una comune responsabilità per assicurare il benessere di tutti i cittadini attraverso “incisive misure di politica sanitaria che sottolineino l’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e della riabilitazione psichiatrica e che permettano di individuare interventi di inclusione comparati alla effettiva e mutevole condizione di disagio” è il messaggio finanche del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Il fil rouge: non c’è salute senza salute mentale.

Eppure frequentemente riconoscersi in difficoltà psicologica ad un certo punto della vita provoca disagio e paura prima di tutto a chi la vive e poi a chi gli sta intorno, e quindi spesso quel campanello d’allarme viene taciuto e nascosto fino a sminuire finanche i sintomi di una malattia importante. Ed è proprio questo il primo ostacolo all’accesso alle cure e dunque alla guarigione.

Malattie che feriscono tanto la mente quanto il corpo, impattano sulla vita sociale, familiare, lavorativa, e sono molto più frequenti di quanto si possa pensare. In continuo aumento nella popolazione generale e in particolare in quella giovanile sempre più spesso alle prese con l’uso di sostanze che alterano il comportamento fino a comprometterne completamente la stabilità.

“Sì, anche le malattie psichiatriche causate dall’uso di stupefacenti sono in aumento – ha spiegato Franco Veltro, direttore dei servizi psichiatrici Asrem  – perché i ragazzi non comprendono che la cannabis che si fuma oggi ha un principio attivo modificato negli anni capace di alterare il normale funzionamento dell’assetto mentale fino a comprometterlo”.

Per troppe persone il peso della mancanza di una conoscenza diretta sulle malattie mentali combinata ad un supporto inadeguato nell’affrontarle, è schiacciante. Dunque è importante parlarne senza vergogna e necessario d’altro canto una risposta sanitaria efficiente ed efficace.