L’ex Romagnoli ha un nuovo ‘vestito’: al posto del cemento graffiti nel segno di Greta fotogallery

Il festival organizzato dall'associazione Malatesta ha portato a Campobasso 30 artisti che con le loro opere hanno lanciato un messaggio a difesa del clima e in ricordo di uno dei fondatori del Draw the Line. Ora la manifestazione si sposta nel quartiere San Giovanni dove saranno dipinte le facciate di alcuni palazzi.

È calato il sipario sulla tre giorni di arte e sport all’ex Romagnoli. Il Festival Draw The Line da oggi (1 ottobre) si sposta a San Giovanni dei Gelsi dove gli associati Malatesta sono pronti a continuare a dipingere le mura del quartiere.

Le mura della curva sud del vecchio stadio di Campobasso pullulano di colori e di nuovi significati che però non sono stati apprezzati da tutti in città, in particolare da chi rimpiange ancora i murales dedicati alle vecchie glorie del calcio rossoblù e cancellati qualche giorno fa.

C’è chi ha scelto di mantenere alta l’attenzione sui cambiamenti climatici, chi di rendere onore a Sopa (il pioniere del Draw The Line a Campobasso). In realtà – come spiegano gli organizzatori – “è stata data molta libertà agli artisti. Ognuno ha fatto la sua scelta”. “L’arte di strada è qualcosa che spinge le persone e fare quello in cui credono”, commenta Emeid. Per la terza volta qui a Campobasso, l’artista originario di Ortona elogia l’iniziativa e quello che rappresenta per i giovani. È lui l’autore di un graffito che da oggi in poi (almeno per i prossimi anni ndr), resterà impresso sugli spalti della curva sud dell’ex Romagnoli. È un soggetto che guarda il cielo e che sta a significare che “nella vita tutto può succedere da un momento all’altro”.

Insieme a Emeid, sono molti gli artisti che sostengono il Festival Draw The Line da diversi anni. L’artista Reser per cinque volte partecipato all’iniziativa dall’Associazione Malatesta. “Credo che sia un bellissimo evento – dice. – Un’opportunità per attirare gente e per riqualificare le aree. La maggior parte delle facciate su cui lavoriamo non sono neanche intonacate. Noi ci impegniamo per renderle migliori. Al giorno d’oggi, poi – aggiunge Reser – con l’egoismo che impazza, questo tipo di iniziative danno una grande mano dal punto di vista sociale”.

“Mai visto l’ex Romagnoli così animato e senza macchine”, questo il commento tanto semplice quanto significativo rilasciato dalla piazza. Circa trecento persone tra gli spalti e il campo grazie anche all’iniziativa del Comune di Campobasso “Urban Sport Day”. In un angolo ci sono i ragazzi che fanno break-dance, giovani leve che si cimentano con il basket, piccoli pulcini con i pattini circondati da genitori. Nonni con il pallone in mano. Scena di vitalità che da tempo non si vedevano, almeno nella zona dell’ex Romagnoli indubbiamente degradata.

Il futuro dell’area è strettamente legato al futuro dell’ex Roxy. Un futuro impantanato nella burocrazia e nelle poche risposte. Ma una richiesta avanza ancora una volta dalla piazza ed è quella del parco sportivo urbano. “Magari chiudere l’area alle auto almeno nel fine settimana”. Oppure “realizzare un’area attrezzata, perché no, anche per scalare”. “È questo il momento della proposta più che della protesta”, dicono i giovani.