Le piattaforme in mare devono versare 23 mln di tasse a Petacciato. A Termoli non spetta nulla

La decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso favorisce il piccolo Comune costiero dopo l'accertamento sulla perimetrazione degli insediamenti

Le piattaforme petrolifere in mare davanti alla costa molisana ricadono sul territorio di Petacciato, nei primi due casi, e in quello di Montenero per il terzo insediamento. Questo vuol dire che Eni ed Edison devono versare i contributi al Comune di Petacciato e non a quello di Termoli, come si pensava finora.

In tutto, è stato calcolato che al piccolo Comune costiero spetterebbe una cifra attorno ai 23 milioni di euro. Niente invece a Termoli.

È un mini terremoto economico-tributario quello stabilito oggi dalla Commissione Tributaria Provinciale di Campobasso che nella giornata di oggi 8 ottobre ha rigettato i ricorsi proposti da Eni S.p.A. e Edison S.p.A., in relazione a due distinti avvisi di accertamento elevati nei loro confronti per il pagamento dell’imposta Imu e Tasi.

La vicenda è annosa e da tempo fa discutere. Il Comune di Termoli era convinto di aver avuto ragione nell’accertamento del posizionamento delle piattaforme, così da ottenere i tributi locali che Eni ed Edison non avevano mai versato. Somme che erano state addirittura messe a bilancio e che in realtà non spettano a Termoli.

Il Comune di Petacciato ha infatti chiesto l’accertamento in relazione alle tre piattaforme petrolifere denominate “Rospo mare A, B e C” e alla nave galleggiante denominata “Alba Marina” antistanti la costa molisana. In particolare l’Ente guidato da Roberto Di Pardo ha richiesto alle due società il pagamento dell’Imu e della Tasi per il periodo d’imposta 2012 – 2017 per un importo, comprensivo di sanzioni, di circa 50 milioni di euro.

Sia Eni che Edison, per quanto di propria competenza, hanno impugnato gli avvisi di accertamento chiedendone l’annullamento sul presupposto che nulla era dovuto in quanto gli impianti non erano beni imponibili. All’udienza del 13 settembre scorso le cause sono state discusse e, all’esito, la Commissione si è riservata la decisione.

Con dispositivi di sentenza notificati oggi, la Commissione “rigetta il ricorso relativamente all’imposta Imu e Tasi e lo accoglie per le sanzioni”.

“In altri termini la Commissione ha ritenuto che le imposte vadano corrisposte al Comune di Petacciato per il periodo 2012-2017, senza che tuttavia alle stesse potessero essere applicate le relative sanzioni” specifica il Comune di Petacciato che nella causa è stato rappresentato e difeso dall’avvocato Stefano Labbate, “al quale va un plauso per l’opera prestata”.

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La stessa Commissione provinciale ha disposto la non competenza del Comune di Termoli, proprio a causa dell’accertamento sulla perimetrazione.

“Ciò, tradotto in numeri, equivale ad una somma di circa 23 milioni di euro che Eni ed Edison, rispettivamente per la propria parte, devono versare nelle casse dell’Ente” fanno sapere dall’Amministrazione comunale di Petacciato.

Una cifra che tuttavia non entrerà nelle casse comunali nel giro di poco tempo e anzi sembra possibile che alla lunga si arriverà a una conciliazione fra le parti per una somma differente ma comunque cospicua per il Comune.

 

foto edison.it