L’arte che mette a nudo le fake news: apprezzata l’installazione dell’asino volante foto

Una installazione simbolica dedicata alle fake news, all’analisi lucida della realtà attraverso il paradigma dell’asino che vola, e una mostra di disegni  dalla grande efficacia espressiva. Adolfo Pretorino, artista termolese classe 1977, protagonista ieri – sabato 26 ottobre – del vernissage ospitato in una struttura a tre piani del centro storico di Guglionesi con un allestimento curato dai “padroni di casa”, i giovani architetti Vera Rispoli e Gaetano Guerrera.

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Lei molisana e lui siciliano, sono promotori di un progetto che fonde diversi messaggi espressivi spaziando dall’architettura al figurativo concettuale fino al linguaggio multimediale dei video, con la bella realizzazione di Alfredo Mangione, termolese anche lui, che ha incantato i visitatori alla fine della “salita” che, proprio come in un viaggio tra realtà e metafora, crea l’ossatura di una esibizione artistica originale nello spazio aperto e nudo della “torre”, luogo privilegiato dalle infinite potenzialità.

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Il manierismo figurativo di Pretorino, una sintesi della degenerazione antropologica in chiave sociale, ha affascinato i visitatori catapultandoli in un percorso interpretativo dell’uomo contemporaneo attraverso i codici zoomorfologici dei disegni che dietro la pulizia del tratto ispirata al fumetto e al segno rigorosamente bianco e nero svelano la voce inquietante dell’artista. Apprezzata molto l’installazione dell’asino rosso realizzato in cartone agganciato al soffitto, sospeso nel cielo e mosso dall’aria di una stanza priva di vetri e infissi, accanto all’immagine-monito raffigurata a parete intera di creduloni intenti ad ascoltare la lezione di un guru (oggi potremmo dire un influencer) che indica un asino volante senza accorgersi di avere le braghe aperte.

Una serata che è parte di un “progetto artistico al quale stiamo lavorando” spiegano i curatori e architetti Rispoli e Guerrera, dal sapore cosmopolita che ha fatto da contraltare a una degustazione di prodotti rigorosamente local, dal vino all’olio nuovo con pane fresco. Il Molise esiste, altrochè, e quando vuole sa essere perfino newyorkese.