La Corte dei Conti stana gli sprechi in sanità: vertici e dirigente Asrem distribuivano soldi a pioggia

Dopo una lunga indagine della Guardia di Finanza, la giustizia contabile ha condannato quattro figure centrali dell'azienda sanitaria: Angelo Percopo (all'epoca dei fatti manager Asrem), Gianfranca Testa, Giancarlo Paglione e Loredana Paolozzi. Contestata l’elargizione illegittima delle retribuzioni accessorie a favore del personale dirigente nonché il conferimento di incarichi di Co.co.co senza rispettare la normativa di riferimento

Dieci milioni di euro di danno erariale in tre anni (2009, 2010 e 2011) e  soltanto nel 2009 è pari a 1 milione e 800 mila euro. Sono i numeri emersi nell’analisi scrupolosa e certosina che la Guardia di Finanza in sinergia con la procura regionale della Corte dei Conti ha condotto sulla spesa sanitaria del Molise.

Sono le cifre emerse dalla verifica di atti e provvedimenti aziendali, dall’accertamento delle buste paga di circa mille dirigenti e dall’incrocio dei dati acquisiti presso il Nucleo di valutazione dell’Azienda sanitaria.

Soldi elargiti senza verifiche, senza programmi, senza alcun riscontro che hanno condotto la Procura regionale a citare in giudizio Angelo Percopo (all’epoca dei fatti manager Asrem), Gianfranca Testa, Giancarlo Paglione e Loredana Paolozzi.

Rispetto ai quali si espressa la Sezione giurisdizionale con il collegio presieduto Tommaso Viciglione che con la sentenza numero 22 del 2019 ha sostanzialmente accolto la tesi della procura generale condannando i quattro dirigenti al risarcimento del danno erariale.

L’illecita erogazione della retribuzione di risultato, i contratti di collaborazione coordinata e continuativa assegnati per lungo tempo senza alcuna selezione, sono i due elementi dai quali muove il severo j’accuse contenuto nella relazione con la quale Corte dei Conti e Guardia di Finanza hanno chiuso la propria indagine sui finanziamenti pubblici destinati alla sanità molisana.

Ipotesi di irresponsabilità amministrativa in ambito contabile che sono state illustrate in conferenza stampa da procuratore regionale Stefano Grossi, dal sostituto Roberto D’Alessandro e dal comandante delle Fiamme Gialle, il colonnello Maurizio Favia.

guardia di finanza corte dei conti conferenza Asrem

Due i filoni sui quali gli inquirenti hanno focalizzato l’attenzione: il primo ha riguardato la distribuzione delle indennità di risultato per il raggiungimento di obiettivi speciali; il secondo invece si è incentrato sul conferimento degli incarichi di Co.co.co in spregio alla normativa di riferimento.

“E’ stata una indagine molto complessa – ha esordito Grossi e ha poi spiegato – Per le indennità di risultato distribuite a pioggia parliamo di violazioni della normativa che è stata invece contemplata iniziando dalla  determinazione degli obiettivi strategici, passando per la contrattualizzazione dei medici e la valutazione finale che da luogo alla liquidazione dei compensi in caso di obiettivi raggiunti. Questo è l ambito in cui dovrebbe muoversi la Pubblica amministrazione”.

All’Asrem non ha funzionato così: i soldi sono finiti in busta paga senza assegnare obiettivi da raggiungere e comunque in misura sostanzialmente indistinta, in ragione dell’area di appartenenza e della presenza in servizio. Insomma basta appartenere ad un settore o essere in ufficio per ottenere la liquidazione della retribuzione.

guardia di finanza corte dei conti conferenza Asrem

A provare le ipotesi di illecito amministrativo ci sono le buste paga e l’inesistenza “agli atti aziendali di alcun provvedimento di previa determinazione e assegnazione ai dirigenti, per gli anni oggetto di controllo, di obiettivi di performance dotati delle caratteristiche di specificità, concretezza, individualità,. Misurabilità normativamente richieste né tanto meno di relativa negoziazione tra direzione generale e dirigenti”.

E sempre nell’ottica di salvaguardare la condotta virtuosa all’interno della pubblica amministrazione, la Corte dei conti ha passato all’esame anche i famosi Co.co.co, incarichi che presuppongono intanto una ricognizione all’interno del proprio organico quando si certifica l’impossibilità di affidare ad altri eventuali compiti e non di tipo ordinario si procede alla selezione per la collaborazione coordinata e continuativa. “E – ha spiegato ancora Grossi – devono essere affidati in modo temporaneo per specifiche attività ben individuate che devono concludersi con un rendiconto di quanto fatto”.

guardia di finanza corte dei conti conferenza Asrem

Niente di tutto questo è avvenuto. Sono quindi intervenute altre due sentenza, la numero 9 di aprile scorso e la numero 16 del 15 maggio che hanno condannato la triade dell’Asrem per aver conferito incarichi illegittimi in spregio alle norme.

Condotte colpose, le ha definite il procuratore regionale. Atteggiamenti gravemente negligenti e tipici dell’attività amministrativa ma senza rilievi di natura penale.

A fronte di quanto emerso l’augurio di aver prodotto il cosiddetto “effetto conformativo” e cioè “l’attitudine dell’azione repressiva a provocare l’interruzione di comportamenti dannosi e l’adozione di condotte conforme ai canoni di economicità, trasparenza efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione”. Perché le indagini non sono finite: terminato il 2011, si continuerà a monitorare anche gli anni successivi.

“Il nostro obiettivo strategico – ha aggiunto il colonnello Favia – è il contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica. Al riguardo ricordo che nel 2018 sono stati segnalati per la provincia di Campobasso danni erariali per oltre 16 milioni di euro e segnalati 49 soggetti”.