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Il Governo dimentica il terremoto, Salvini ignora Toma: benvenuti nel Molise che non esiste

Dalla 'differenza' di trattamento tra il sisma del Molise e quello del Centro Italia alla sbadataggine del capo della Lega ("Sabato in piazza c'erano i governatori della Liguria e della Sicilia", ha detto al Tg 2): nel giro di poche ore, due episodi che dimostrano che la nostra regione è 'sparita' dai radar istituzionali

Un terremoto di ‘serie A’ e uno di ‘serie B’. Definizione forse netta, ma che fotografa bene il ‘trattamento’ riservato a Roma nei confronti del sisma del Centro Italia e della scossa del 16 agosto 2018 che ha danneggiato il Basso Molise.

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Mentre a palazzo Vitale, a Campobasso, il governatore Donato Toma ha comunicato ai sindaci che in Basso Molise dal 6 marzo scadrà la fase dell’emergenza, un termine indifferibile stando alle notizie trapelate dalla capitale, in quelle stesse ore a palazzo Chigi invece il Consiglio dei Ministri ha approvato la proroga dello stato di emergenza fino al 31 dicembre 2020 per le popolazioni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

In sostanza nessuna proroga per le circa 300 famiglie del Basso Molise che non potranno più contare del contributo per l’autonoma sistemazione che percepiscono da quando la scossa di magnitudo 5.1  ha lesionato la loro abitazione. Nè si sa quando sarà nominato il commissario per la ricostruzione che dovrà gestire i 39 milioni stanziati nello ‘Sblocca Cantieri’.

Scenari diversi per il Centro Italia: il decreto terremoto approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 21 ottobre prevede l’accelerazione degli interventi per la ricostruzione, mentre gli oneri fiscali, previdenziali e assistenziali (che erano stati sospesi dall’agosto del 2016 a tutto il 2017) non dovranno più essere restituiti in misura integrale ma limitata al 40%. Infine, sono previste misure per favorire lo smaltimento delle macerie.

Insomma, pur con le dovute proporzioni e ricordando gli esiti tragici del terremoto che ha distrutto Amatrice e tanti altri altri comuni, si ha l’impressione che si stiano utilizzando “due pesi e due misure” (come dice un noto motto) dopo quello che è successo ieri sera (21 ottobre). La conferma che il terremoto del Basso Molise, che sui media nazionali non ha mai avuto una grossa eco, è proprio sparito dai radar ‘istituzionali’. 

Forza Italia a Roma Tartaglione Toma

Ciliegina sulla torta l’infelice uscita di Matteo Salvini che, riferendosi alla convention del centrodestra, ha dichiarato a Tg2 Post che “sabato in piazza c’erano i governatori della Liguria e della Sicilia“. Il capo della Lega insomma ha dimenticato che sul palco di piazza San Giovanni è salito pure il presidente della Regione Molise Donato Toma, presente assieme ad una folta delegazione di esponenti del centrodestra molisano come testimoniano le foto e video pubblicate sabato scorso sugli organi di stampa e sui social.

Probabilmente, proprio ‘grazie’ a Salvini, il governatore mantiene ancora in Giunta regionale Luigi Mazzuto, unico assessore esterno nonchè ex coordinatore regionale della Lega.

Forse l’ex ministro degli Interni avrà dimenticato anche questo. Ma il Molise, nell’agenda della politica nazionale, esiste ancora?