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Grande festa per l’80esimo anniversario dell’arrivo delle suore povere Bonaerensi di San Giuseppe fotogallery

Oggi, domenica 20 ottobre, è un giorno speciale per la comunità di Larino: ricorre, infatti, l’ottantesimo anniversario dell’arrivo delle Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe in paese. Un evento importante che sarà ricordato con una celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Gianfranco De Luca alle 17.30 nella Basilica Concattedrale di San Pardo. A seguire ci sarà un momento di festa e condivisione per adulti e bambini,

“Si tratta di un evento storico per l’intero territorio in cui da ottant’anni, con fede autentica, amore per i fratelli e servizio quotidiano, la comunità religiosa è presente con rinnovato impegno, seguendo i principi e i valori della fondatrice della Congregazione, la venerabile Madre Camilla di San Giuseppe Rolón”, si legge nella nota della Diocesi. Attualmente sono sei le suore che fanno parte della fraternità di Larino, guidate dalla Superiora suor Adalgisa Pascale: con lei ci sono suor Celina Fantillo, suor Cristina Colasurdo, suor Saveria Saltarelli, suor Elena Fierro e suor Daniela Petrella. In occasione dei festeggiamenti per l’anniversario, ci saranno anche alcune consorelle storiche: suor Susanna Pompeo, suor Caterina Garofalo e suor Beatrice Corbo.

Ottant’anni intensi che raccontano tante esperienze, la storia di intere generazioni di bambini oggi diventati genitori e nonni, un servizio pastorale che si è distinto in numerose iniziative accompagnate dai Vescovi che si sono succeduti negli anni, a partire da monsignor Oddo Bernacchia, che nel 1939 accolse la comunità religiosa in tempi molto difficili.

Le suore ‘giuseppine’, chiamate così perché tra i loro protettori c’è San Giuseppe insieme alla Madonna del Carmine e a Santa Teresa D’Avila, hanno vissuto prima nel seminario e poi nell’attuale struttura di via Novelli (oggi via San Giovanni XXIII), edificio che ha ospitato anche un convitto e un collegio. Negli anni al servizio ai poveri, ai malati, ai sofferenti, a tutte le persone in difficoltà si è unita e si è distinta un’opera dedicata all’educazione dei bambini con l’asilo, oggi scuola dell’infanzia paritaria, e infinite iniziative coinvolgendo proprio i più piccoli e i loro cari come in una grande famiglia unita dai valori cristiani.

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La Casa San Giuseppe è un punto di riferimento per tanti, è luogo di preghiera, di formazione, di amore per il prossimo accompagnati dall’esempio di Madre Camilla Rolón e affidamento convinto al Signore: “Ciecamente – diceva la fondatrice argentina – Mi imbarco nella nave della Divina Provvidenza e non temo le tempeste che si innalzano nel mare burrascoso di questa valle di lacrime e di tante miserie che spero con fede molto viva di giungere alla fine della giornata” e ancora “Mettiti nelle mani di Dio, abbandonati a Lui”. Oggi le Suore Povere Bonaerensi di San Giuseppe, seguono gli esempi di Camilla facendo conoscere Dio e servendo molti fratelli bisognosi in Argentina, Uruguay, Italia (Larino, Genova e Montella – Avellino), Stati Uniti, Romania e Madagascar. L’attuale madre generale della Congregazione, che ha sede in Argentina, è Rachele Brambilla, già al secondo mandato. Attesa e tanta emozione in vista di questa giornata speciale a Larino, a cui tutti sono invitati a partecipare in preghiera e fraternità viva.

“Questo anniversario – spiega commossa la Superiora suor Adalgisa Pascale – Rappresenta un motivo di lode e rendimento di Grazie al Signore per tutte le cose belle che abbiamo potuto realizzare in tutti questi anni. Un grazie sincero al Vescovo, monsignor Gianfranco De Luca, da sempre vicino alla nostra realtà, e a tutti i Vescovi che si sono succeduti negli anni. Grazie alla comunità di Larino, alle famiglie, a tutti i bambini che abbiamo incontrato e cresciuto con gioia insieme alle maestre e a tutto il personale. Grazie a tutti di cuore, per continuare a condividere un percorso iniziato nel 1939 e sempre vivo proprio con l’aiuto di tutti così come diceva madre Camilla: ‘Ho tanta fede che il Signore mi aiuterà e neanche in terra di missione mi mancherà il pane di ogni giorno’”.