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Il Festival del Sarà fa le valigie e sbarca a Bologna. Tra gli ospiti i sindaci Merola e Gravina foto

Il futuro dell’Italia, fra scelte geo-strategiche nella guerra commerciale USA-Cina e nuove forme di democrazia. Torna il Festival del Sarà il 23 e 24 ottobre a Bologna, nella splendida cornice di Palazzo de' Rossi

Nel volgere di poche settimane, dopo il voto europeo che ha sconfitto le destre nazionaliste nei 28 Stati dell’Unione, l’Italia ha cambiato governo e sta ridefinendo la sua visione strategica e commerciale, sospinta dalle dinamiche di un contesto geopolitico internazionale in rapidissima transizione.

Abbandonato il sovranismo e le relazioni speciali con le democrature dell’est Europa, l’atlantismo e l’europeismo tornano al centro della politica estera nazionale. L’opportunità offerta dalle nuove via della seta e i rapporti geopolitici con la Cina restano comunque un dossier aperto sulle scrivanie del governo e delle principali aziende nazionali, proprio mentre Trump sanziona anche l’Europa con importanti dazi sui prodotti agroalimentari strategici per il nostro paniere del commercio estero.

L’Italia e soprattutto i territori all’avanguardia del Nord Italia che determinano con la loro attrattività lo sviluppo economico del Paese saranno in grado di cogliere questa nuova opportunità e allo stesso tempo gestirne i rischi connessi?

Parallelamente la crisi di governo agostana ha mostrato da un lato la sempre più evidente destrutturazione dei partiti e dall’altro l’ancora risolutiva capacità delle regole costituzionali del 1948 di fornire soluzioni parlamentari alla crisi patologica del sistema democratico e argini alla voglia di ottenere “pieni poteri” da parte di alcuni leader politici.

La stessa sfida che altri parlamenti, quello inglese e quello statunitense, ben più longevi del nostro stanno combattendo proprio in queste settimane contro i loro leader di governo egoarchici. Sullo sfondo si staglia però sempre più evidente una nuova sfida ideologica fra chi ritiene la democrazia rappresentativa ancora l’unico metodo di governo della cosa pubblica e chi invece spinge per ridefinire le regole verso una sempre più accentuata democrazia diretta e digitale.

Che queste due idee differenti di democrazia siano sostenute dalle due principali forze politiche che oggi iniziano a governare insieme il Paese appare essere la nuova faglia di rottura del sistema. Proprio mentre Parlamento si appresta a votare il taglio dei suoi rappresentanti, senza però prevedere norme di bilanciamento come le riforme dei regolamenti parlamentari, l’adeguamento dei quorum di elezioni degli organi di garanzia, una legge elettorale che garantisca la rappresentanza dei territori demograficamente più fragili. Con la spada di Damocle dell’introduzione del vincolo di mandato per i parlamentari in spregio all’articolo 67 della Costituzione, che sancirebbe di fatto la fine della democrazia ispirata ai valori del libero arbitrio e della libera coscienza.

Proprio su questi temi s’incentrerà la quarta edizione del Festival del Sarà per la prima volta lontano dalla sua cornice naturale, quella di Piazza Duomo a Termoli. Il Festival in programma il 23 e 24 ottobre atterra nel suggestivo palcoscenico di Palazzo de’ Rossi, castello del 1476 alle porte di Bologna.

Promosso da Cesare Group e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, della Città Metropolitana di Bologna e del Comune di Sasso Marconi e la media partnership del QN – Il Resto del Carlino, conferma la sua idea originaria: riflessioni a voce alta in luoghi di pregio con menti illuminate per comprendere la rotta sulla quale si sta dirigendo la società occidentale.

festival sarà bologna

Lo faremo il 23 ottobre parlando di “Vie della Seta” insieme a rappresentati delle istituzioni, del mondo dell’impresa, della ricerca e del giornalismo, introdotti da una video-intervista esclusiva al professor Romano Prodi e il 24 ottobre ragionando di “Democrazia rappresentativa vs democrazia diretta e digitale” insieme a politici (senatore Casini, i sindaci di Bologna Merola e di Campobasso Gravina), studiosi di Costituzione e scienze politiche (Panebianco, Olivetti, Sgueo) e giornalisti (Michele Brambilla, direttore del Quotidiano Nazionale e Silvia Sciorilli Borrelli, corrispondente a Roma di politico.eu), cercando di comprendere quale futuro vivranno nel XXI secolo le liberal-democrazie occidentali e in particolare quella italiana.

www.festivaldelsara.com