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Eolico sequestrato dall’Antimafia, il sindaco: “Lesa l’immagine di Civitacampomarano, siamo appetibili per i clan”

Dopo l’operazione della Dia per un mini parco eolico in mano a un nomo considerato membro di un clan mafioso, il primo cittadino Paolo Manuele non si nasconde: “Siamo sgomenti e preoccupati. La nostra comunità va difesa. Valutiamo di costituirci parte civile”

Non si nasconde Paolo Manuele. Anzi, ci mette la faccia. Da primo cittadino di un paese tirato in ballo, seppur di rimando, per questioni di mafia, non si trincera dietro un no comment, non cerca di mettere tutto sotto silenzio. Usa invece parole forti per commentare il sequestro di un parco eolico, seppure abbastanza piccolo, su un terreno di Civitacampomarano. Un terreno che fino a ieri apparteneva a un 57enne di Gela considerato parte del clan di Cosa Nostra dei Rinzivillo.

Un uomo di cui probabilmente a Civitacampomarano nessuno o quasi sa nulla. Ma non per questo si può far finta che l’operazione della Dia di Caltanissetta, che ha sequestrato beni per 2,5 milioni in tutta Italia a Santo Valenti, sia cosa da niente.

“L’operazione condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Caltanissetta che ha sequestrato beni per oltre 2,5 milioni di euro ad un esponente ritenuto contiguo ad un clan mafioso, ha visto purtroppo anche la comunità di Civitacampomarano quale luogo su cui insistono tali beni (nello specifico una torre di un impianto mini eolico)” ha scritto Paolo Manuele in un post affidato a Facebook.

sindaco Civitacampomarano Paolo Manuele

Si tratta infatti di un impianto relativamente ridotto e non quello ben più grande da cinque grosse torri eoliche che esiste da oltre dieci anni. Quello coinvolto nel sequestro è infatti un parco realizzato da pochi anni e per il quale, a quanto pare, le concessioni richieste bypassano in gran parte il Comune anche grazie alle maglie molto larghe del piano energetico vigente in Molise.

A differenza di quello che succede spesso però, il sindaco ha scelto di far sentire la propria voce anche a tutela dei cittadini che l’hanno eletto e l’ha fatto per ribadire che Civitacampomarano è un paese sano e tale deve rimanere. “Questa notizia lascia sgomenti, mi rende inquieto e deve far preoccupare tutti noi, in quanto testimonia come piccoli centri di territori lontani rispetto alle radici dei clan, siano appetibili per le attività di arricchimento e di investimento dei clan mafiosi”.

Da parte sua c’è chiaramente un pensiero nei confronti di chi è impegnato in prima linea nella lotta alla mafia. “Voglio esprimere il mio personale ringraziamento, anche a nome dell’Amministrazione Comunale e della comunità che mi onoro di rappresentare, alla Dia di Caltanissetta che con infaticabile e continuo lavoro investigativo, quotidianamente sono al servizio del nostro Paese nel porre in essere azioni dedite alla lotta ai sodalizi mafiosi.

L’azione dei tanti uomini che operano in questo particolare settore dello Stato ha consentito di rilevare questa grave penetrazione nel territorio di Civitacampomarano, nella nostra Civitacampomarano distintasi fin qui per la sua tranquillità, per la mitezza e l’ospitalità dei suoi abitanti, per il patrimonio storico, artistico, culturale, quale Comunità affermata a livello internazionale per la street art e centro modello per le buone pratiche di protezione civile”.

CVTà Street Fest

È proprio per questo che non si può far finta di nulla. Civitacampomarano ha in un certo senso subito un danno di immagine da questa vicenda nella quale sembra non avere nulla a che fare. “Questi valori che ci hanno sempre caratterizzato, non possono essere contaminati e scalfiti ma vanno preservati e difesi ad ogni costo. Il solo poter essere, nostro malgrado, alla ribalta per quanto accaduto, lede l’immagine di Civitacampomarano, dei suoi cittadini. Di conseguenza per la tutela della nostra Comunità e della sua immagine, ci si riserva di valutare la predisposizione di ogni azione ivi compresa la costituzione in giudizio quale parte civile”.