Don Franco, il “prete ribelle” che ama gli ultimi, nominato parroco di San Paolo: succede a don Giovanni Diodati

Direttore della Caritas diocesana e responsabile della "Casa degli Angeli" è stato ufficialmente nominato da Monsignor Giancarlo Maria Bregantini a reggere una delle parrocchie più grandi della città. Accolto con entusiasmo e affetto da tutti fedeli si è già integrato ed ha iniziato la sua nuova missione. Al Cep invece, don Vittorio Perrella lascia la chiesa di San Giuseppe Artigiano

Quando pensi a Franco D’Onofrio non hai mai certezze: non ce le hai sui suoi orari, non ce le hai se lo cerchi al telefono, non ce le hai neanche sulla possibilità di incrociarlo casualmente. Quando pensi a Franco! Quando pensi a don Franco D’Onofrio invece, le certezze, quelle che contano, ce le hai eccome.

Una su tutte? Pochi sanno riempire una chiesa di fedeli come fa lui. Pochi sanno portare davanti all’altare giovani e meno giovani come lui invece riesce. Pochi – come don Franco – sanno prenderti per mano durante quelle che sono spesso noiose omelie, per condurti ad un dibattito con Dio e la sua Parola, superando quella vecchia e improduttiva abitudine della sottomissione all’ascolto su quello che un buon cristiano deve o non deve fare.

Don Franco viaggia oltre. “E’ avanti”, dicono i più giovani. E se ha fatto centro con loro, fetta fragile di questa società egoista e affamata di interessi personali, allora è fatta.

Pochi come don Franco sanno che significa guardare in faccia al dolore e alla povertà, alla miseria e alla disperazione. E pochi come lui sanno cosa fare, in concreto, per alleviare angoscia e sconforto.

Anticonformista, originale, prete contro ogni formalità e finto perbenismo è un freelance dell’amore che si fa spazio dove c’è odio e discriminazione, ostilità e disprezzo, povertà e bisogno.

Un prete tanto ribelle quanto amato. E la parrocchia di San Paolo (una fra le più grandi della città) quando è stata informata che – dopo la prematura scomparsa di don Giovanni Diodati – sarebbe arrivato don Franco D’Onofrio a riempire quel vuoto che pareva incolmabile, ha reagito con un tale sentimento di gioia ed entusiasmo che da solo basta a descrivere quanto amore il prete ribelle per antonomasia sia stato capace di seminare in pochi mesi di operato.

Barba lunga, orecchini ai lobi, tatuaggi che raccontano, occhi roventi, mani che operano, cuore che straripa di solidarietà, mente capace di empatia, noti la differenza quando vai a messa già solo osservando la sciarpa che indossa attorno al collo: una stola con i colori del mondo che professano la fame di uguaglianza in un mondo disuguale e impari.

C’ anche un altro cambio in diocesi che sta facendo rumore: dopo che per 40 anni don Vittorio Perrella è stato parroco della chiesa di San Giuseppe Artigiano nel popoloso quartiere Cep di Campobasso, il prete che ha celebrato nei giorni scorsi 60 anni di sacerdozio, si appresta a lasciare l’incarico per altre missioni cui lo ha chiamato monsignor Giancarlo Maria Bregantini.

Al suo posto, arriverà dalla parrocchia di Sant’Erasmo di Bojano, don Giovanni Di Vito il prossimo primo giugno.