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Contratto di sviluppo, la Uil pensa alla ‘fase 2’: “Subito i cantieri e poi nuovi progetti”

Dall'avvio dei cantieri ai nuovi progetti presentati dai Comuni esclusi in questa prima fase, la segretaria regionale Tecla Boccardo traccia la rotta da seguire

A poco più di una settimana dalla firma dei 153 progetti finanziati con il Contratto istituzionale di sviluppo, la Uil non abbassa la guardia e pensa già alla ‘fase 2’. Dall’avvio dei cantieri ai nuovi progetti presentati dai Comuni esclusi in questa prima fase, la segretaria regionale Tecla Boccardo traccia la rotta da seguire: “Si deve subito procedere, da parte delle Amministrazioni i cui progetti sono stati finanziati, alla loro immediata cantierabilità, al completamento dei piani operativi, agli appalti delle opere, alla concessione delle abilitazioni, alla messa al lavoro di operai e aziende. Una fase complessa, sostenuta e affiancata da Invitalia, che dovrà concludersi entro il 2023″.

La Boccardo ricorda poi i Comuni esclusi sottolineando l’urgenza di “recuperare anche altri progetti che in questa fase non sono stati finanziati dal Governo centrale. Alcuni Comuni non si sono nemmeno mossi, forse perché increduli circa la validità del processo avviato ad inizio d’anno, altri perché non dotati di professionalità da mettere in moto per la progettazione(e, con i pochi dipendenti di cui sono dotati, non si stenta a credere loro), altri ancora perché di idee e proposte non ne hanno avute. Altre Amministrazioni magari l’idea giusta l’hanno avuta, ma non sono riusciti a concretizzarla o presentarla adeguatamente, e in questa fase sono stati esclusi.”

Confidando sulla disponibilità più volte comunicata da Conte e dai tecnici ministeriali (“è solo che l’inizio” hanno detto) Boccardo vede la necessità di una ripartenza, di un “CIS 2”: “E, almeno in questa occasione, ognuno deve fare la propria parte. I Sindaci, innanzitutto, recuperando quanto non fatto negli scorsi mesi o completando o correggendo quanto avviato. Le forze sociali e del lavoro sollecitando, concorrendo all’individuazione delle opportunità. La Regione, accompagnando e suggerendo: mettendo a disposizione del territorio le competenze, sostenendo chi è rimasto indietro e soprattutto i piccoli Comuni, che spesso non sono dotati di strumenti e strutture adeguate. Vanno messi a disposizione i tecnici e gli esperti di cui Via Genova dispone, vanno semplificate al massimo le procedure e gli adempimenti amministrativi e burocratici, vanno fatti conoscere i progetti finanziati in modo che scatti il meccanismo della emulazione. E, nel frattempo, si devono supportare in ogni modo i Comuni che stanno passando alla fase attuativa”.

Per questo il numero uno della Uil Molise auspica che la Regione Molise faccia la sua parte e in modo particolare che “contribuisca a sollecitare, a sostenere i percorsi avviati, aprendosi alla interlocuzione con i Comuni, per orientare e dare una linea, per sostenere e migliorare i progetti finanziabili. Per fare del Molise un grande cantiere, con l’impiego delle tante risorse europee, accelerando la spesa del “Patto per il Sud” (dimenticato in qualche cassetto), migliorando la viabilità secondaria, puntando al potenziamento delle infrastrutture materiali ed immateriali. Insomma: almeno in questa fase, reclamiamo l’assunzione di un ruolo anche della Regione su una vicenda importante come lo sviluppo.”

Quindi, la conclusione della Boccardo, “questa del Cis magari non sarà la soluzione a tutti i problemi del Molise. Ma, nella situazione economica, occupazionale e sociale in cui siamo precipitati, sono risorse economiche fresche e aggiuntive che offrono una interessante opportunità di ripartenza da non “snobbare”, apprezzata dalle comunità locali, molte delle quali hanno dimostrato una grande vivacità. Contando che presto se ne presentino altre”.