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Consiglio “flop” sulla sanità: commissario ‘muto’, deputati assenti. Nessuna risposta sul Cardarelli fotogallery

Mentre spunta l'ipotesi di un 'decreto Molise' per la sanità molisana, Movimento 5 Stelle e centrosinistra approvano l'ordine del giorno presentato in Consiglio comunale. "Fissiamo le priorità: più fondi alla sanità pubblica e servizi di qualità ai cittadini", dicono i dem. Il centrodestra si astiene, invece il sindaco Gravina puntualizza: "Pensiamo a soluzioni concrete, potenziamo l'elisoccorso del Cardarelli". Il commissario Giustini, che aveva dato forfait in Consiglio regionale, per la prima volta partecipa ad una seduta consiliare e annuncia un confronto con i rappresentanti delle istituzioni, comitati e ordini professionali sulla bozza del Piano operativo straordinario 2019-202.

Come sarà riorganizzata la sanità molisana? E quale sarà il ruolo dell’ospedale Cardarelli di Campobasso? Sarà ristrutturato con i 28 milioni di euro stanziati dal Ministero e annunciati già dal governatore Paolo di Laura Frattura o continuerà a cadere a pezzi? Ci sarà una deroga al decreto Balduzzi che ha ridimensionato fortemente proprio il ruolo del nosocomio del capoluogo?

Domande a cui non si dà una risposta durante il Consiglio comunale straordinario di oggi (7 ottobre) dedicato proprio alla sanità.

E’ vero: l’assise civica di palazzo San Giorgio non può intervenire sulle decisioni del commissario ad acta, ma neppure lo stesso commissario Angelo Giustini (che aveva dato forfait in Consiglio regionale) fornisce risposte. Anzi, è piuttosto recalcitrante a soddisfare le richieste degli eletti e dei giornalisti che sono costretti quasi ad inseguirlo. “Io sono qui per ascoltare perchè sono stato invitato. Il piano operativo è ancora una bozza, non posso dire nulla. Anche perchè poi le decisioni vengono prese a Roma”, afferma solo. Non dice nient’altro ad esempio sulle liste di attesa, sulla riorganizzazione dei reparti, sul ruolo del pubblico e su quello del privato.

“Deve essere un piano di condivisione con i Ministeri e Agenas”, dichiara poi ai microfoni di Teleregione. “Noi siamo con loro nella concertazione di tutto quello che può contenere. E’ una bozza, non si può dire nulla. Si sta lavorando comunque per il bene del Molise”.

Deputati assenti (alla Camera  è iniziata la discussione generale sul ddl costituzionale per il taglio dei parlamentari, ndr). L’unico parlamentare molisano che interviene a palazzo San Giorgio è il senatore M5S Fabrizio Ortis che non prende impegni per una interlocuzione con il Governo giallorosso.

Al dibattito intervengono il Sottosegretario alla Presidenza della Regione Molise, Quintino Pallante, e al direttore dell’Asrem, Antonio Lucchetti. Spazio poi ai rappresentanti dell’Ordine dei Medici (la dottoressa Carolina De Vincenzo) e dei comitati: Aida Trentalance (Coordinamento Comitati per la difesa della Sanità Pubblica), Clementina Porzio (Associazione Pro Cardarelli), Alberto Cancellario (a nome delle diverse associazioni di quartiere della città), Nicola Lanza (Cittadinanza Attiva), il dottor Italo Testa (Forum a difesa della Sanità Pubblica) che ammetterà pure “non è emerso nessun indirizzo politico”.

E tra loro si vocifera della possibilità che a Roma venga approvato un ‘decreto Molise’ che conceda alcune deroghe alla sanità regionale sulla falsa riga del decreto Calabria. 

Quindi il Consiglio comunale di Campobasso discute per ore (la riunione finisce intorno alle 18) dell’ordine proposto dal centrosinistra ma si limita a delineare alcune priorità sulla sanità.

“Approvando l’ordine del giorno da noi proposto – sottolinea il capogruppo dem Giose Trivisonnoiniziamo a tracciare dei paletti, a fissare dei principi cardine due principi di cui si dovrà tenere conto nella stesura del Piano operativo. Un tema dirimente è la ripartizione delle risorse, occorrono più fondi alla sanità pubblica. E poi ai cittadini devono essere garantiti servizi di qualità”.

Il testo viene pure emendato per chiedere “l’apertura di un tavolo di discussione permanente dove i protagonisti siano, oltre che le istituzioni, i comitati e gli ordini professionali interessati”.

Perplesso Colagiovanni (Popolari): “Dal 2004 al 2019, da quando sono consigliere, questa sarà la quarta volta che si parla di sanità in Consiglio comunale e non è mai cambiato nulla. Il Cardarelli è sotto organico, non ci sono più i reparti. Abbiamo un sanità che non riesce a rispondere alle minime esigenze dei pazienti: a volte manca persino il Toradol”. E poi “perchè non si chiarisce se il Cardarelli è agibile o meno?”. 

Il Movimento 5 Stelle, che alla fine della seduta approverà l’ordine del giorno, si dimostra scettico. “In questo testo proposto dal Pd ci sono enunciazioni di principio giuste e doverose che però non apportano molto al dibattito in termini di risoluzioni dei problemi ascoltati”, sottolinea il sindaco Roberto Gravina. “Non lo dico con nessuno spirito di contrapposizione, ma per chiarire che le azioni da compiere restano ancora altre”.

Il primo cittadino stigmatizza le scelte che la politica ha fatto in passato riferendosi agli sprechi e alle scelte clientelari e difendendo al tempo stesso la scelta del Movimento 5 Stelle che a Roma (quando governava con la Lega) ha posto fine ai governatori-commissari. Il risultato, in Molise, è stata la designazione del generale Angelo Giustini alla fine dello scorso 2018. “Veniamo da anni di commissariamento esclusivamente politico che non hanno portato grandi benefici rispetto al presente, anzi”, le parole di Gravina.

Infine, in Aula ribadisce le sue proposte sull’ospedale Cardarelli e sulle patologie tempo dipendenti in particolare: “Probabilmente ci vogliono tempi troppo lunghi per ripristinare la Neurochirurgia, meglio migliorare ciò che abbiamo e in quest’ottica un sistema di soccorso veloce”. Il Cardarelli del resto è dotato di un eliporto che è stato pure ristrutturato ma non è mai entrato in funzione. 

M5S e Pd votano a favore del testo (22 sì), mentre si astengono gli esponenti del centrodestra: il consigliere Esposito (Forza Italia), la consigliera D’Alessandro (Lega Nord), il consigliere Annuario (Fratelli d’Italia) e Sabusco (È ora) che aveva chiesto pure l’impegno del commissario per modificare il decreto Balduzzi. “Il Pd non ha condiviso con noi l’emendamento portato in Aula”, l’accusa lanciata ai colleghi dell’opposizione.