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Comunità montane, 5S impegna Toma: saranno ‘cancellate’ entro il 31 dicembre

Entro il 31 dicembre le Comunità montane ‘scompariranno’ e si concluderà l’iter iniziato otto anni fa per sciogliere degli enti diventati ‘poltronifici’. E’ questa, in sintesi, la risposta che il presidente della Giunta regionale Donato Toma ha fornito al Movimento 5 Stelle nel corso dell’ultimo Consiglio regionale.

Uno degli argomenti della seduta è stata la mozione presentata lo scorso luglio dagli eletti pentastellati, in pratica quando le Comunità montane (attualmente guidate da esponenti della politica scelti direttamente dal governatore) hanno iniziato a inviare una serie di decreti ingiuntivi ai Comuni che non pagavano le quote associative. Il conto da saldare era piuttosto salato: circa 400mila euro.

Per questo i 5 Stelle questa estate hanno chiesto di “dispensare i Comuni dal pagamento delle ingiunzioni”, oltre chea chiudere la fase liquidatoria entro il 31 dicembre 2019.

“I Comuni – ha spiegato il primo firmatario della mozione Fabio De Chirico – da troppi anni continuano a pagare quote associative nonostante non gli venga più garantito alcun servizio in forma associata. Il funzionamento delle Comunità montane non ha più carattere di ordinarietà e quindi è doveroso salvaguardare i Comuni dal pagamento di un contributo vessatorio e illogico. Ma soprattutto – conclude il portavoce M5S – grazie a questa mozione, Toma dovrà assicurare la conclusione delle liquidazioni delle Comunità montane, avviata nel lontano 2011, entro e non oltre il 31 dicembre 2019”.