Comune nel caos: l’avviso per la ‘quota rosa’ finisce al Tar, due assessori si dimettono

Dietrofront del primo cittadino di Cercemaggiore sull'avviso pubblicato per selezionare due donne da inserire nell'esecutivo comunale dopo il ricorso presentato dall'opposizione. E mentre Franco D'Elia e Donato Spina si sono 'immolati' e hanno lasciato l'incarico per consentire a Gino Donnino Mascia di rispettare la normativa sulla parità di genere, in paese le malelingue già si sono scatenate e riferiscono della possibile nomina di due parenti degli ex assessori.

Alla fine il casting per trovare la famosa ‘quota rosa’, ossia l’assessora da inserire in una giunta tutta muscoli e testosterone per equilibrare la presenza di genere come prevede la legge, è naufragato. Per essere più precisi, è stato bloccato dallo stesso sindaco di Cercemaggiore Gino Donnino Mascia che ha fatto dietrofront: lo scorso 16 ottobre ha firmato un apposito decreto sindacale per annullare tutti gli avvisi sindacali con cui aveva avviato la selezione di cittadine disposte ricoprire l’incarico nell’esecutivo municipale durante la legislatura 2019-2024.

Una mossa quasi obbligata dal momento che la minoranza, dopo aver ravvisato alcuni requisiti discriminatori, aveva inviato gli atti al Tar Molise che si sarebbe dovuto pronunciare sulla legittimità o meno dell’avviso pubblico a cui comunque avevano risposto undici signore. 

Per evitare ulteriori perdite di tempo e l’ulteriore blocco della macchina amministrativa, alla fine Mascia ha deciso di tagliare la ‘testa al toro’, come si suol dire. “Al fine di evitare ulteriori lungaggini – si legge nel decreto sindacale – si procede in autotutela all’annullamento dell’intera procedura anche con l’intento di garantire il corretto funzionamento dell’ente e dei suoi organi”.

Poi il colpo di scena. Forse per agevolare le ‘operazioni’ di ricomposizione della nuova giunta comunale hanno lasciato l’incarico gli assessori Franco D’Elia e Donato Spina. Dimissioni protocollate proprio “per consentire al sindaco di procedere alla nomina dei componenti della giunta comunale nel rispetto di quanto previsto dalla normativa vigente”, ossia la riforma Delrio che impone comunque a tutte le amministrazioni comunali di rispettare la rappresentanza di genere all’interno della giunta comunale. Insomma i due si sarebbero ‘immolati’ per consentire a Mascia di garantire la ‘benedetta’ parità.

Dunque ora il primo cittadino potrà scegliere in tutta tranquillità le due donne da inserire nella sua squadra di governo e mettere finalmente in moto il governo cittadino paralizzato ormai da mesi tra campagna elettorale, voto e infine il caos legato alla composizione della giunta.

Chi saranno le due assessore designate? In paese circolano le prime indiscrezioni, le più ‘pepate’ delle quali già riferiscono della possibile designazione di due parenti di Spina e D’Elia, ossia gli assessori che si sono appena dimessi. Le scommesse sono aperte.