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Commozione e orgoglio: la Virtus ne fa 60. Su e Giù nel ricordo di Fratianni

Presentata nella splendida cornice della ex Gil la 46esima edizione della corsa più amata dai campobassani che si svolgerà domenica 17 novembre per le vie del centro. Nel corso della serata, ricordi, aneddoti, risultati, record e applausi scroscianti nel ripercorrere la straordinaria storia del Gruppo Sportivo fondato nell’autunno del 1959 dal compianto prof. Leo Leone, poi accompagnato dal papa della Su e Giù, Nicola Palladino. La stracittadina è dedicata interamente al Maestro, venuto a mancare questa estate e da anni al fianco della manifestazione con la medaglia celebrativa.

“Autunno 1959, il prof. Leo Leone fonda la Virtus. Tutto inizia da lì, con le partite sul campetto degli Orfani di guerra”. Con le parole di Antonio Salvatorelli si è aperta la presentazione della 46esima edizione della Su e Giù che ogni anno infrange record coinvolgendo migliaia di persone. Per una domenica oltre seimila atleti, agonisti e soprattutto amatori, indossano tuta e scarpe da ginnastica trasformando il centro in una pista lunghissima e colorata. È un’edizione molto particolare. Innanzitutto perché ricorre il 60esimo anniversario della fondazione del Gruppo Sportivo, che all’inizio si occupava di calcio ma col passare degli anni si è specializzato, eccome, nell’atletica leggera.

 

E poi è doveroso il ricordo del maestro Domenico Fratianni, purtroppo venuto a mancare questa estate lasciando tutti senza parole: “Un amico che ci lascia un’eredità enorme, a lui è dedicata la Su e Giù. Il previdente destino ha voluto che tu preparassi in anticipo il bozzetto per la medaglia, con le due colombe Leo e Nicola”, le parole del presidente della Virtus Nicola Baranello. Che ama ricordare una frase di Nicola Palladino: “Ci sono ancora tanti motivi per volere, per volare, per valere”. Chapeau.

 

Allori, medaglie, gioie e dolori. Quante ne ha viste in queste decenni la società gialloblù. Qualche numero, sparso qua e là, per testimoniare le cose migliori: negli anni duemila spiccano l’argento di Mucci nella dieci chilometri di marcia agli Italiani, e naturalmente il trionfo di Adelina De Soccio, definita “la più grande atleta molisana di sempre”, agli Europei Juniores sulla distanza di 3mila metri. Nel 2006 si è detto basta all’attività calcistica, ma non ai successi, come quello di Paola Di Tillo nel 2016, nella 50 chilometri.

 

Sala stracolma, dalle autorità, con in testa il presidente della Regione Toma e il sindaco Gravina, ai tanti amici del sodalizio del capoluogo, passando per la cittadinanza comune che ogni anno non vuole mancare. Gli applausi scroscianti non sono mancati anche di fronte alle parole lasciate in eredità da Domenico Fratianni: “Ho la convinzione che i bozzetti da me disegnati siamo suggeriti da Nicola e Leo, quasi a non volersi mai staccare dalla creatura da essi inventata. È come dire che sono anch’io un miracolato, come pittore, perché saprò sempre cosa e come disegnare dato che è scritto e deciso da angeli che governano la fantasia e l’amore”. Cosa aggiungere…

 

Domenica 17 novembre si rinnova l’appuntamento annuale con la Su e Giù, fiore all’occhiello del Gs Virtus Campobasso, fortemente voluta dal compianto Nicola Palladino, al quale è stato dedicato il campo di atletica leggera di Fontanavecchia dopo la scomparsa avvenuta nel 2010. Nel 2016 l’altra grande perdita, quella del maestro Leone. Commozione, orgoglio, senso di appartenenza, rispetto. Valori fondamentali, diremmo fondanti, per una società che nonostante le 60 candeline spente sprizza salute da tutti i pori. E allora, lunga vita alla Virtus e alla Su e Giù.