Commissario coi giorni contati, ma la sanità pubblica non ha un futuro chiaro: “Termoli priorità assoluta”

Intanto il Governatore Toma fa inserire in seno alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni una norma che supera l'incompatibilità. La deputata di Leu Giusy Occhionero incontra il capo segreteria del ministro Speranza: "Grande disponibilità, stileremo lista di urgenze a cominciare dal San Timoteo". Difficile la conferma di Giustini, anche dopo la clamorosa bocciatura giudiziaria sul Punto Nascite

Termoli come priorità assoluta, Isernia subito dopo. E poi tutta la sanità molisana che boccheggia. L’indicazione arriva da Giuseppina Occhionero, deputata molisana di Leu e quindi persona vicina al neo ministro della Salute, Roberto Speranza. Il quale ha già fatto sapere di non vedere di buon occhio i commissari alla Sanità. E considerando che Angelo Giustini è un uomo legato alla Lega, si capisce bene come i giorni per il Generale in Molise sembrano contati.

“Ha preso una randellata al Tar e ha perseverato andando al Consiglio di Stato senza attendere la sentenza” così pochi giorni fa il sindaco di Termoli Francesco Roberti aveva commentato l’operato del commissario Giustini. Di lui e dei suoi nove mesi da numero uno della Sanità in Molise non si ricorda altro che la decisione di chiudere il Punto Nascite del San Timoteo. Provvedimento ritenuto ingiusto, addirittura pericoloso, sia dai giudici amministrativi di Campobasso che da quelli di Palazzo Spada.

Una sconfitta su tutta la linea per chi si era presentato, o almeno così lo avevano descritto dall’ex governo gialloverde, come l’uomo che avrebbe dovuto rimettere in carreggiata la sanità, tagliando gli sprechi e rivalutando le eccellenze.

E invece aveva creato sconcerto, qualche settimana dopo la loro nomina, la notizia che Giustini e la sua vice Ida Grossi avevano preteso le auto blu per gli spostamenti. Da allora non si ricordano altri provvedimenti tali da far vedere un cambio di rotta, una gestione completamente diversa tesa all’efficienza e alla razionalizzazione.

Ma in pochi mesi tutto pare cambiato. Prima la caduta del governo, la defenestrazione della Lega, l’ingresso di Pd e Leu. Proprio dal partito più a sinistra dell’attuale schieramento parlamentare, arriva il nuovo ministro. E che ci fa un commissario della Lega in Molise se il Ministero è a guida Leu? E come si giustifica dopo i clamorosi ceffoni presi in faccia da Tar e Consiglio di Stato?

Angelo Giustini commissario sanità

Sul tema il presidente regionale Donato Toma ha fatto sapere proprio ieri che “prosegue la discussione, in seno alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, sulla bozza del nuovo Patto della Salute, che sarà esaminato dalla Conferenza dei presidenti dopo il necessario confronto con  il ministro Speranza.

Gli argomenti affrontati hanno riguardato la determinazione del fabbisogno del Servizio sanitario nazionale e dei fabbisogni regionali, la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza, la governance del Servizio sanitario nazionale”.

Riguardo a quest’ultimo aspetto, il presidente della Regione Molise, Donato Toma, ha fatto inserire, con l’assenso di tutti i rappresentanti politici regionali presenti, un punto, ritenuto necessario dalla Commissione, circa il superamento della normativa che prevede l’incompatibilità tra la figura del commissario ad acta e quella del presidente di Regione. Quindi un atto propedeutico al possibile passaggio dello stesso Toma, in un futuro prossimo, al ruolo di commissario, come da lui più volte auspicato e in passato negato dal governo Conte 1.

“Aspettiamo di conoscere il nuovo direttore generale, non sappiamo chi è il nostro interlocutore. Vogliamo conoscere il Piano Operativo, non possono continuare a giocare a nascondino”. Inequivocabili le parole del sindaco Roberti qualche giorno fa. Lui e gli altri sindaci non intendono arretrare di un passo, anche nei confronti di una Asrem che finora è sembrata fare più gli interessi propri che quelli dei pazienti. E Roberti ha anche tirato in causa i “cinque parlamentari eletti in Molise, tutti in maggioranza”.

In attesa che dal Movimento Cinque Stelle qualcuno si ricordi che quella della sanità pubblica è una battaglia che hanno sempre cavalcato quando erano all’opposizione, la parlamentare di Liberi e Uguali, Giuseppina Occhionero, ieri a Roma ha avuto un confronto con Massimo Paolucci, il capo della segreteria politica del ministro della Salute, Roberto Speranza.

Occhionero e Speranza

“Con la risposta che questa mattina ho ricevuto dal ministro Speranza – ha spiegato la parlamentare molisana – si intravede la possibilità per la sanità regionale di uscire da una situazione complicata nella quale è rimasta imbrigliata per diversi anni. Insieme al dottor Paolucci – ha aggiunto l’onorevole Occhionero – preparerò una tabella di marcia da seguire in base alle urgenze. A questo si arriverà soprattutto ascoltando quali sono le esigenze del territorio e quali quelle di chi opera nella sanità. Tutto questo – ha precisato – tenendo ben fermo nella mente l’obiettivo di salvaguardare il diritto alla salute di tutti i cittadini, che deve essere di elevato livello e alla portata di tutti. Con il colloquio di oggi – ha concluso Giuseppina Occhionero – abbiamo gettato le basi per ottenere questo risultato che tutti i molisani meritano e attendono di avere”.

Entrando più nel dettaglio, la Occhionero ha fatto presente che “Speranza ha già detto di essere contrario ai commissariamenti, cosa che è già compresa nel Patto per la Salute, per cui vedremo”. C’è poi la questione della revisione nazionale del ticket che a breve si dovrebbe pagare in base al reddito. Un provvedimento che qualora effettivo renderebbe ancor più difficile mantenere gli attuali equilibri commissario-Asrem in Molise, ma che suggerirebbe invece una decisa inversione di rotta che dovrebbe ridare al Molise la possibilità di decidere del proprio sistema sanitario.

In ballo c’è soprattutto il nuovo Piano operativo, vale a dire la programmazione di quello che dovrà essere la sanità molisana nei prossimi anni. Un piano che è in mano all’agenzia Agenas e del quale si sa poco, troppo poco. I timori che lo sbilanciamento della sanità molisana a favore dei soggetti privati prosegua è grande. Non è un mistero, fra le altre cose, che si vocifera da tempo l’intenzione di aprire una sorta di Punto Nascite privato in Basso Molise. Il che confermerebbe il disegno di “smantellamento della sanità pubblica, mentre il diritto è invece garantito dalla Costituzione” come detto dal sindaco di Termoli.

“Ho inviato al Ministro già una lista con 4 o 5 punti urgenti e rispetto a questo occorre stabilire delle priorità – ha sostenuto la Occhionero -. In cima c’è sicuramente Termoli, poi Isernia e Agnone. Ci rivedremo fra qualche giorno, già la settimana prossima. Ci sono dei tempi tecnici ma la grande disponibilità del Ministero mi fa dire che usciremo dal pantano in cui siamo a causa di politiche sbagliate”.