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Coltivava marijuana nei campi, il bracciante di Baranello ai domiciliari

Dopo il blitz dei Carabinieri dello scorso 27 settembre il 32enne era finito in carcere con l'accusa di produzione, coltivazione e detenzione di droga ai fini dello spaccio. La sostanza stupefacente aveva un valore di 260mila euro, secondo gli investigatori.

Una ventina di giorni dopo il blitz dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Campobasso, è stato trasferito agli arresti domiciliari il bracciante agricolo di Baranello finito in carcere con l’accusa di produzione, coltivazione e detenzione di droga ai fini dello spaccio.

Secondo gli inquirenti che il 27 settembre scorso hanno illustrato alla stampa i dettagli dell’operazione, su un terreno di sua proprietà, il 32enne aveva creato un vero e proprio indotto per la coltivazione di Marijuana con tanto di strumentazione sia per la crescita delle piante (copertura, bacino artificiale e impianto di irrigazione) sia per la successiva essiccazione (ripiani ventilati e ventilatore). I Carabinieri del Nucleo Investigativo intervenuti sul posto hanno sequestrato la piantagione estirpando 20 piante alcune delle quali alte 2 metri.

Nel corso della perquisizione i militari hanno sequestrato 3 chilogrammi di marijuana che stava seccando e un chilo e mezzo di erba pronta per la vendita al dettaglio. Una volta immessa sul mercato, secondo gli investigatori, la sostanza stupefacente avrebbe fruttato al circuito criminale una cifra superiore ai 260mila euro.