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Cancelli dello stadio chiusi, l’Isernia non può svolgere l’allenamento

Oggi, lunedì 21 ottobre, il Comune di Isernia ha chiuso i cancelli dello stadio ‘Lancellotta’. E la squadra non ha potuto svolgere l’allenamento. “Forse la nostra colpa è l’aver ribadito più volte che gli oltre 30.000 euro di debiti pregressi della società, derivanti dal mancato versamento dell’affitto della struttura da parte della precedente gestione, non potevano essere messi a carico nostro" spiega la dirigenza pentra.

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Oggi, lunedì 21 ottobre, il Comune di Isernia ha chiuso i cancelli dello stadio ‘Lancellotta’. E la squadra non ha potuto svolgere l’allenamento. “Ci hanno impedito di entrare negli spogliatoi dello stadio per svolgere l’allenamento – spiegano i vertici societari con un post pubblicato su facebook –. È l’epilogo di una situazione che si trascina ormai da qualche settimana e che in tutti i modi abbiamo cercato di risolvere. Purtroppo senza essere ascoltati”.

Ma come si è arrivati a tanto? “Forse la nostra colpa è l’aver ribadito più volte che gli oltre 30.000 euro di debiti pregressi della società, derivanti dal mancato versamento dell’affitto della struttura da parte della precedente gestione, non potevano essere messi a carico nostro. Quando abbiamo scelto di non far morire il calcio a Isernia, assumendoci la responsabilità di rilevare la società dell’Isernia, abbiamo avuto numerose rassicurazioni sul sostegno dell’Amministrazione al nostro progetto. Sostegno che – chiariamo – significava secondo noi semplicemente agire secondo la legge. Cioè: noi sosteniamo le spese di cui siamo direttamente responsabili, non quelle di qualcun altro”.

Un epilogo molto triste, da qualsiasi punto di vista la si guardi. Giocatori che restano fuori senza poter fare allenamento è una scena che si sarebbe dovuta evitare. La società pentra spiega che “una lettera che abbiamo inviato la settimana scorsa al sindaco e alla struttura dirigenziale del Comune è rimasta senza risposta. Ovviamente la renderemo pubblica, per permettere a tutti di capire chi sono i responsabili di questa situazione”.

Ed ecco le questioni sollevate nella missiva: “1) Come mai, negli anni passati, il Comune di Isernia ha lasciato accumulare un credito così elevato senza attivare le procedure utili e necessarie per ottenere l’incasso, senza aver mai intimato la cessazione delle attività ai precedenti concessionari? 2) Come mai negli anni scorsi la situazione è stata sottaciuta e quindi di fatto cristallizzata nei bilanci del Comune? 3) Come mai oggi, alla luce di tutti i bei discorsi sullo sport, sul sostegno dell’attuale compagine sociale da parte di tutti, politici, amministrazione, tecnici, si decide di attivare ciò che in precedenza è passato come un diritto di altri?

A queste domande non abbiamo avuto risposte, se non un cancello chiuso davanti ai nostri occhi”.

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