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Alessandro: “Non mi aspettavo i fischi. Qualcuno gode quando perdiamo…”

Il fantasista è stato autore di una delle migliori prestazioni con i rossoblù e non nasconde la sua amarezza: “Se la mettevo dentro nelle due occasioni che mi sono capitate non saremmo stati a parlare di pareggio. Loro hanno tirato in porta solo in occasione del gol. La gente che paga il biglietto può fare quello che vuole, ma dopo una partita giocata così non me l’aspettavo. C’è qualcuno però, e non parlo dei tifosi, che è più contento quando si perde che quando si vince”.

Amarezza e voglia di rifarsi. Il Campobasso si avvicina alla sfida in trasferta con il Porto Sant’Elpidio consapevole di aver sciupato una ghiotta occasione per potersi riavvicinare al duo di testa Recanatese-Notaresco, attualmente a quota 15 con 7 lunghezze sui rossoblù. Nelle Marche bisogna fare bottino pieno, come d’altronde ogni domenica, per provare a recuperare qualche punticino. Il gruppo è praticamente al completo, i piccoli acciacchi si stanno superando e mister Cudini dovrebbe avere tutti a disposizione per domenica prossima.

 

Sembra stia trovando la gamba giusta anche Danilo Alessandro, tra i trascinatori contro il Matelica. Una partita dominata per larghi tratti ma non chiusa a dovere: “Si parla tanto di occasioni ma se la mettevamo dentro non stavamo a commentare un pareggio. E mi ci metto anche io, non è che devo nascondermi dietro a un dito: sono passate sei partite e ancora devo fare gol, quindi mi assumo tutte le mie responsabilità. Se facevo gol nelle mie due occasioni adesso stavamo a parlare di una vittoria. Se riguardiamo la partita abbiamo creato solo noi. L’avevamo preparata così come si è svolta, se andiamo a vedere loro hanno fatto un tiro da trenta metri e hanno fatto gol. Non dobbiamo recriminare niente, abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare”.

 

Inevitabile un passaggio sull’arbitraggio tanto discusso: “Il primo fallo di mano è lampante: se non la tocca con il braccio la metto in mezzo, magari non facciamo gol, però… Il secondo non so, ero coperto e non so dire. Ma è stata tutta la gestione della gara a non convincere”. Sul calo che si registra spesso nelle ultime porzioni di match risponde così: “Ci sono anche gli avversari, è normale, non è che novanta minuti puoi giocare solo tu. Stavamo vincendo, ci siamo un po’ abbassati e loro hanno trovato questo gol. Dobbiamo lavorare e basta, conosco solo questo modo per andare avanti”.

 

Tornando invece sulle troppe occasioni mancate, spunta fuori il discorso attaccanti, ancora a secco dopo sei giornate. Cosa manca a questo Campobasso per spiccare il volo? Non so cosa manca. So solo che abbiamo creato e non l’abbiamo messa dentro. Forse più cinismo, più cattiveria, magari è un momento che va così. Non c’è un motivo vero e proprio”.

 

I fischi finali hanno accompagnato l’uscita dal campo. Alessandro ammette di esserci rimasto male e non risparmia frecciate: “Se il tifoso paga il biglietto è libero di fare ciò che vuole, quindi noi ci prendiamo i fischi quando c’è da prenderseli, ci prendiamo gli applausi quando si fa bene. Pensiamo al campo e a fare bene. Non me la prendo con loro che fischiano, mi dà fastidio perché dopo una partita giocata così magari i fischi non me l’aspettavo. Ma la gente paga il biglietto ed è libera di fare ciò che vuole. La cosa che non mi va giù è che qualcuno non vede l’ora che perdiamo, è più contento quando perdiamo che quanto vinciamo. Non mi riferisco ai tifosi, parlo di altro, ma non per ora non dirò a chi mi riferisco, lo farò più in là”.