Al Liceo il protocollo Teal per una didattica innovativa. I rilevatori Indire in visita

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Avanguardie educative e innovazione: ieri, mercoledì 30 ottobre, il Liceo di Guglionesi ha ospitato i rilevatori Indire  per il follow-up della  sperimentazione, che ha registrato un numero crescente di docenti che si sono messi in gioco e si sono misurati con una metodologia alternativa.

Il liceo di Guglionesi, attento alla innovazione didattica, alla creazione di un ambiente educativo      stimolante, da 4 anni ha aderito infatti alla Rete delle Avanguardie Educative. E’ l’unico in Molise tra le 27 scuole d’Italia selezionate nel 2015 come sperimentatrici. Le idee innovative adottate sono state molteplici: il Debate, la flipped classroom, dentro-fuori la scuola \ Service-Learning, il Teal, e altre.

            “Particolare successo – spiega la dirigente Patrizia Ancora – ha avuto presso la nostra scuola la  didattica T.E.A.L., metodologia che ci distingue rispetto alle altre scuole del territorio . L’acronimo (Technology Enhanced Active Learning)  che tradotto in italiano significa: apprendimento attivo tecnologicamente supportato. Sta ad indicare un tipo di didattica fortemente innovativa ed inclusiva che rende lo studente realmente protagonista e che insiste su due aspetti fondamentali del dialogo educativo: la partecipazione attiva e consapevole dello studente alla costruzione del sapere e il supporto fondamentale dato dalla tecnologia”.

Tutte le aule del liceo sono state dotate di LIM e di strumenti informatici proprio a tale scopo. La metodologia è stata progettata nel 2003 presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston e fu inizialmente pensata per la didattica della Fisica in ambito universitario, con l’obiettivo di ridurre al minimo il fallimento scolastico e garantire benessere ai ragazzi in uno spazio funzionale , colorato e modulare.

“Tale metodologia, infatti, riserva particolare attenzione all’ambiente di apprendimento, inteso non solo come ambiente fisico scientificamente allestito ma anche come spazio didattico atto a creare un clima accogliente che possa favorire il successo formativo, la motivazione e la predisposizione a fare gruppo (team building). Grazie a questa sperimentazione il liceo quattro anni fa ha ricevuto la visita dei ricercatori dell’INDIRE per la prima volta, che per 3 giorni hanno visitato l’istituto e studiato il caso Guglionesi”.

Il protocollo TEAL prevede un’aula con postazione centrale per il docente, attorno alla quale ci sono tavoli rotondi o isole operative dove interagiscono gruppi di studenti in numero dispari. In ciascun gruppo di lavoro gli studenti assumono ruoli diversi: dallo speaker, al mediatore, al coordinatore. L’aula è dotata di alcuni punti di proiezione sulle pareti ad uso dei team di studenti.

“Il docente introduce l’argomento con domande stimolo, esercizi e rappresentazioni, poi ciascun gruppo lavora in maniera cooperativa. Non si tratta di un semplice “mettere insieme i banchi” ma di un protocollo operativo codificato e sperimentato”.

C’è poi l’aspetto piacevole e divertente della metodologia TEAL. Per la generazione dei millennials, nativi tecnologici, la possibilità di “fare scuola” con strumenti per loro quotidiani e congeniali è estremamente motivante e stimolante e contribuisce ad accrescere nei ragazzi l’autostima.

Il liceo, dunque – conclude la preside – prosegue ed insiste nel suo intento  di mettere al centro i ragazzi e di fornire loro una formazione di qualità che possa supportarli sia nel mondo del lavoro che in quello accademico-universitario, dove, peraltro, gli ex alunni riportano risultati positivi e, spesso, eccellono”.

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